Come risparmiare sulla bolletta della luce e gas di una seconda casa? 

Hai una casa al mare o in montagna, o una casa che usi solo durante le vacanze estive e invernali e vuoi capire come evitare di pagare le bollette luce e gas anche nei mesi in cui l'immobile resta chiuso? E soprattutto: quanto costano davvero luce e gas di una seconda casa, e come si può spendere meno?

In questa guida completa vediamo quanto costano luce e gas in una seconda casa, perché le tariffe sono diverse da quelle della prima abitazione, come difenderti dai rincari e quali strade esistono per contenere la spesa (sospensione, voltura, subentro). Fino alle offerte pensate per chi consuma poco o niente in determinati periodi dell’anno.

Possiamo già dirti una cosa con certezza e brevemente: per spendere meno su luce e gas di una seconda casa conviene agire su poche leve concrete: 

Quanto costa luce e gas in una seconda casa (e perché costa di più) 

Il primo passo per risparmiare sulle bollette della seconda casa è capire dove nasce il costo. E qui luce e gas si comportano in modo molto diverso.

La tariffa della luce per una seconda casa non coincide con quella della prima abitazione. Sull'energia elettrica esiste infatti una distinzione precisa tra utenza residente e non residente, cioè tra chi ha la residenza anagrafica nell'abitazione e chi no. La tua seconda casa rientra quasi sempre nella seconda categoria.

Con la riforma tariffaria dell'ARERA del 2017 sono nate due tariffe elettriche distinte e un nuovo codice tariffa unificato TD: suddiviso in TDR (Tariffa Domestico Residente) per i residenti e TDNR (Tariffa Domestico Non Residente) per i non residenti. 

La differenza cruciale riguarda gli oneri di sistema (i contributi obbligatori che finanziano il sistema elettrico nazionale, uguali per tutti i fornitori perché stabiliti dall'Autorità):

  • per i residenti vengono applicati solo in quota energia, cioè in proporzione ai kWh consumati;
  • per i non residenti vengono applicati anche come quota fissa annuale, che pesa indicativamente tra i 120 e i 135 euro l'anno, a prescindere dal consumo.

Un dettaglio spesso trascurato: 

la tariffa non residente (TDNR) nelle bollette delle seconde case viene applicata di default. 

Un'utenza è considerata "residente" — e quindi più economica — solo se in quell'abitazione è fissata la tua residenza anagrafica. E qui c'è il nodo: in Italia la residenza anagrafica è una sola, quella della prima casa. Perciò una vera seconda casa è, per sua natura, quasi sempre classificata come non residente, e non è possibile "spostarla" sulla tariffa TDR senza trasferirci davvero la residenza. 

Il controllo utile per risparmiare sulle bollette della seconda casa, anzitutto, non è cercare di ottenere la TDR sulla casa vacanze (dove non spetta), ma assicurarsi che la classificazione in bolletta sia corretta, per non pagare da non residente un immobile in cui invece risiedi.

Tradotto: anche se la seconda casa resta vuota e il contatore segna consumi quasi nulli, quella quota fissa la paghi comunque. A questo si aggiungono l'IVA più alta (22% contro il 10% della prima casa) e l'accisa applicata fin dal primo kWh. Il risultato è che, a parità di consumo, il costo dell'energia elettrica di una seconda casa può essere dal 10% al 20% più alto rispetto alla prima.

Canone RAI nelle seconde case: si paga? 

Una piccola nota di sollievo: sulle utenze non residenti (quindi sulle bollette della seconda casa) non è previsto il pagamento del canone RAI. Abbiamo dedicato un approfondimento in cui spieghiamo come si paga e chi deve pagare il canone RAI: è una delle poche voci che gioca a tuo favore e compensa in parte la maggiorazione degli oneri.

Come specifica il sito dell’Agenzia delle Entrate, “ il canone RAI è dovuto una sola volta in relazione a tutti gli apparecchi detenuti dai componenti della stessa famiglia anagrafica, indipendentemente dal numero di abitazioni in cui sono presenti apparecchi tv”.

Tariffe gas seconde case: come si calcola?

Per il gas la logica cambia del tutto. Non esiste distinzione tra utenza residente e non residente: la tariffa gas per le seconde case si calcola sul consumo effettivo e varia in base alla zona climatica in cui si trova l'immobile (l'Italia è suddivisa in fasce climatiche con costi di distribuzione differenti). Chi ha una casa in montagna sconterà costi di rete più alti rispetto a chi ha un immobile nelle aree più miti del Sud, ma la maggiorazione sulle bollette del gas dipende dalla geografia, non dalla residenza.

Restano comunque le quote fisse in bolletta (commercializzazione e quota fissa di distribuzione) che si pagano anche a consumi ridotti. E, come sempre, vale la regola d'oro: chiudi il gas quando lasci la casa incustodita, per prevenire fughe o dispersioni. Se poi l'abitazione si trova in una zona non metanizzata o la usi davvero di rado, prima di richiedere un allaccio del metano vale la pena valutare se ti conviene di più una soluzione a bombola o a GPL rispetto alla linea del metano.

Come leggere la bolletta della luce di una seconda casa

Quando arriva la bolletta della seconda casa e ti sembra "alta rispetto a quanto ho consumato", la spiegazione è quasi sempre nella struttura delle voci. In fattura trovi:

  • Spesa per la materia energia: il costo effettivo dei kWh consumati. È l'unica voce che si azzera se non consumi.
  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore: mantiene attiva la rete e il misuratore, in buona parte fissa.
  • Oneri di sistema: per i non residenti, come visto, in parte in quota fissa annuale.
  • Imposte: IVA (22% nella seconda casa) e accisa.

La conseguenza è che una fetta importante della bolletta viene addebitata a prescindere dall'energia consumata. Ecco perché, con consumi bassi, il peso percentuale dei costi fissi è ancora più alto. Il primo controllo da fare è banale ma decisivo: verifica che l'utenza sia classificata correttamente come "non residente" (o "residente", se hai spostato lì la residenza), perché una classificazione errata genera addebiti sbagliati.

Come difendersi dai rincari in bollette luce e gas della seconda casa: 7 consigli semplici 

I prezzi dell'energia oscillano seguendo il mercato all'ingrosso, e chi ha una seconda casa spesso se ne accorge in ritardo. Qualche accortezza per non subire i rincari:

  1. Scegli un prezzo trasparente e indicizzato. Le offerte legate a un indice pubblico (il PUN per la luce, il PSV per il gas) con uno spread fisso ti fanno pagare il reale andamento del mercato più una quota chiara, senza ricarichi opachi che si "gonfiano" nel tempo.
  2. Tieni d'occhio l'andamento dell'indice. Sapere se il PUN sta salendo o scendendo ti aiuta a capire quando conviene eventualmente valutare un prezzo bloccato.
  3. Elimina i consumi fantasma. Nei mesi di assenza, apparecchi in standby, decoder, router e frigo pesano sulla parte variabile: usa prese intelligenti e stacca ciò che non serve.
  4. Adegua la potenza impegnata. Una potenza sovradimensionata è un costo fisso inutile: vedi come modificare la potenza del contatore, con costi e tempi.
  5. Evita la trappola distacco/riattivazione. Per un uso stagionale conviene tenere l'utenza attiva su una tariffa leggera piuttosto che pagare ripetuti riallacci.
  6. Riduci i consumi quando la casa è abitata. Verifica quali elettrodomestici consumano più corrente e, nei mesi freddi, come gestire l'accensione dei termosifoni per risparmiare.
  7. Sfrutta la casa nei periodi di inattività. Affittarla per brevi periodi quando non la usi è spesso il modo più efficace per "ammortizzare" i costi fissi.

Sospensione temporanea delle utenze della seconda casa: si possono "mettere in pausa"? 

È la domanda che tutti si pongono. Sono in molti a cercare online il fantomatico "modulo di sospensione temporanea dell'energia elettrica" ma la verità è che il contatore non si può mettere in pausa. Non esiste una procedura che sospenda temporaneamente la fornitura lasciando il contratto "congelato" a costo zero. Abbiamo spiegato nel dettaglio se e come si può sospendere la fornitura di energia elettrica di una seconda casa: è l'approfondimento di riferimento sul tema.

In sintesi, l'unica strada alternativa è chiudere l'utenza (cessazione del contratto e distacco del contatore) e poi riattivarla quando torni, tramite subentro. Ma attenzione ai numeri: i costi complessivi di chiusura più riattivazione si aggirano intorno ai 100 euro per fornitura e i tempi di riattivazione possono arrivare fino a 7 giorni lavorativi per la luce, di più per il gas.

Per un uso stagionale (apro a giugno, chiudo a settembre) questa strada quasi mai conviene: rischi di spendere in distacchi e riattivazioni più di quanto risparmieresti sui costi fissi. Diventa valutabile solo se l'immobile resta inutilizzato per periodi molto lunghi, nell'ordine di uno o più anni.

In questi casi il nostro consiglio è scegliere un'offerta con costo fisso di commercializzazione contenuto e senza deposito cauzionale che ti permetta di tenere attiva la fornitura luce e gas della seconda casa per tutto l’anno senza sorprese e senza intoppi: Metamer propone Casa Leggera, costruita proprio per chi utilizza l'abitazione solo in alcuni periodi dell'anno e vuole una struttura di costo chiara e senza sorprese.

Cosa la rende adatta a una seconda casa:

  • Prezzo indicizzato e trasparente. La luce segue il PUN con uno spread fisso e chiaro; il gas segue l'indice PSV con uno spread fisso. Nessun ricarico nascosto: paghi il costo della materia prima più una quota trasparente definita da contratto — la struttura ideale per difendersi dai rincari.
  • Costo di commercializzazione tra i più bassi sul mercato e nessun deposito cauzionale: meno peso sulle componenti fisse, che è esattamente ciò che conta quando i consumi sono ridotti.
  • Energia 100% green certificata. Metamer garantisce, tramite l'annullamento di appositi certificati, che l'energia elettrica fornita provenga da fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico, fotovoltaico, solare).
  • Gestione diretta delle pratiche. Voltura, subentro e attivazione seguite direttamente da Metamer, con tempi più rapidi e un unico interlocutore.
  • Abbiamo una assistenza clienti diretta e costante: oltre a permetterti di monitorare consumi e andamento dall’APP, abbiamo 12 sportelli fisici distribuiti nelle regioni Abruzzo e Molise per l'assistenza di persona e uno sportello virtuale con operatori che rispondono dall’Italia dalle nostre sedi in Abruzzo;

👉 Scopri la spesa annua stimata per i diversi profili di consumo e attiva l'offerta nella pagina Casa Leggera.

Nota bene: i costi fissi regolati (oneri di sistema, quote di rete) sono stabiliti dall'ARERA e nessun fornitore può eliminarli. Quello su cui puoi davvero incidere è la parte "commerciale" della bolletta e la scelta del contratto più coerente con i tuoi consumi. È qui che un'offerta leggera fa la differenza!