Estate in Abruzzo e Molise: cosa vedere e cosa scoprire!

Visitare Abruzzo e Molise in estate significa perdersi in un viaggio alla scoperta di paesaggi e sapori autentici. Non a caso, all’inizio del secolo scorso, furono proprio questi territori a stuzzicare la curiosità di letterati e artisti che giunsero da tutta Europa, e talvolta anche da più lontano, per raccontare le bellezze locali.

In Abruzzo e Molise c’è davvero molto da scoprire e sembrano saperlo bene i sempre più numerosi turisti che, specie in Agosto, affollano paesini, spiagge e montagne alla ricerca di un po’ di pace e di qualche piatto tipico. Merito forse anche della stampa internazionale, che da qualche tempo ha iniziato a dedicare alle nostre regioni un certo spazio, con articoli molto lusinghieri.

Noi di Metamer conosciamo bene il valore dei territori in cui operiamo perché investiamo quotidianamente per promuoverne le eccellenze culinarie, paesaggistiche, sportive e professionali.

Per questo abbiamo pensato ad un nuovo articolo del nostro blog mirato alla scoperta di Abruzzo e Molise in estate. Se non hai ancora in programma alcuna attività per impegnare le tue ferie ecco quindi qualche idea per una o più gite fuori porta all’insegna dell’autenticità!

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Vasto: città d’arte di cultura!

La costa dei trabocchi regala sempre grandi emozioni e i suoi Comuni, come Ortona, San Vito Chietino, Vasto e Fossacesia, sono sempre più gettonati dal pubblico attratto dalla bellezza di località balneari come Ripari di Giobbe, Punta Aderci, Punta Acquabella e Punta Penna.

Comuni che conservano inoltre un patrimonio, in termini di cucina, tradizioni e riserve naturali piacevolissimo da scoprire. È il caso dell’Oasi WWF di Torino di Sangro, dell’abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia, e della città di Vasto, con le sue architetture uniche e i suoi gioielli “nascosti”. Uno tra tutti la piccola chiesa di San Michele, patrono della città, a due passi dalla villa comunale e dal caratteristico belvedere cittadino. Una chiesa praticamente unica in Italia, in quanto al suo interno, oltre alla statua di San Michele, si possono ammirare quelle degli altri sei arcangeli anticamente attribuiti alla tradizione cattolica, dal medioevo scomparsi praticamente ovunque. Statue rarissime, per molti anni “camuffate” dei loro tratti angelici, ma tornate da qualche tempo al loro antico splendore per la gioia di chi fa loro visita!

abruzzo aquilano

Abruzzo aquilano: in viaggio tra storia e paesaggio

Un vero e proprio viaggio tra antichità e meraviglie. L’Abruzzo aquilano è ancora uno di quei luoghi non oppressi dal turismo di massa, ma allo stesso tempo in grado di donare emozioni uniche. Un semplice tragitto in auto lungo la piana di Navelli, che dalla Valle Peligna conduce verso il capoluogo regionale, rappresenta una scoperta continua.

Borghi arroccati su speroni rocciosi, tutti con una propria identità e una storia da raccontare: Navelli, patria dello zafferano e caratterizzata da un centro storico mozzafiato, Bominaco, con il medievale oratorio di San Pellegrino, Santo Stefano di Sessanio, vera e propria perla degli appennini, sono solo alcune delle località che questo fantastico territorio è in grado di offrire.

Ottima cucina e panorami senza eguali completano la lista delle ragioni per non lasciarsi sfuggire l’occasione di un tour nel cuore pulsante di questa regione!

 

eremi abruzzo

Borghi della Majella: arte e natura a pochi chilometri dal mare

Piccoli e disseminati lungo strade circondate dal verde, i borghi autentici della Majella costituiscono un’ottima alternativa per fuggire dal caos della città.

Tra i più particolari figurano certamente Serramonacesca e Roccamorice, con eremi e abbazie da visitare, Pretoro e Pennapedimonte, autentiche opere di architettura montana e Gessopalena, con il suo borgo vecchio scavato direttamente in una cava di gesso.

Se ti senti in vena di avventure puoi sempre proseguire verso Salle e concederti un salto nel vuoto insieme ai ragazzi della locale scuola di Bunjee Jumping, tra gli sport estremi più praticati in Abruzzo!

spiagge termoli

Centro storico di Termoli: una roccaforte sul mare

Il Molise è una regione fantastica, e Termoli è senza dubbio un ottimo punto di partenza per iniziare a scoprirla. Il suo piccolo centro storico affacciato sull’Adriatico cela un borgo di struttura medievale caratterizzato dalla torre del Castello Svevo, posto a guardia della costa nel 1240 da Federico II di Svevia.

Notevole è anche la cattedrale in puro stile romanico pugliese, che custodisce al suo interno le spoglie dei patroni della città San Basso e Timoteo.

Conosciuta per le sue spiagge, Termoli è una città molto legata al mare, soprattutto a… tavola! La cucina termolese è, infatti, un vero ensemble di sapori mediterranei: triglie, seppie, polipi, torpedini e calamari, piatti dal carattere gentile in grado di raccontare un territorio, magari accompagnati da un buon bicchiere di vino bianco locale.

area archeologica altilia

Castelli e aree archeologiche del Molise

Restiamo in Molise addentrandoci un po’ di più nella sua storia, grazie alle tante aree archeologiche e siti di interesse presenti sul territorio.

Dall’antica città sannita di Sepino, in provincia di Campobasso, dov’è ancora possibile ammirare i resti della civiltà italica che per prima si insediò in queste terre, fino alla caratteristica abbazia di San Vincenzo al Volturno, immersa nella natura.

E ancora il Castello di Monforte, a Campobasso, in cui rivivono leggende e suggestioni del passato, e il vicino santuario di Santa Maria Maggiore con i suoi caratteristici affreschi.

Quella dei castelli è vera e propria peculiarità molisana. Sono moltissimi e tutti da favola: Civitacampomarano, Roccamandolfi, Pescolanciano, Castropignano, Vastogirardi, Tufaro e ancora molti, molti altri!

Laghi e riserve naturali del Molise

Il Molise è inoltre una regione affascinante dal punto di vista paesaggistico, in cui sono presenti numerose riserve, oasi protette e aree montane. Il lago di Occhito, tra il Molise e la Puglia, è una di queste, un invaso artificiale immerso nella natura dove rilassarsi e godersi un po’ di pace.

A poca distanza troviamo inoltre la Riserva Regionale Guardiaregia di Campochiaro, autentica oasi di silenzio dove poter fare trekking e osservare la fauna selvatica e le numerose specie di uccelli locali. A Vastogirardi, in provincia di Isernia, è invece presente la Riserva Naturale di Montedimezzo, tra le più gettonate a ridosso di ferragosto per escursioni e pic-nic all’insegna del relax!

Abruzzo e Molise in estate: il sapore autentico della scoperta

Visite, emozioni e esperienze da (ri)scoprire e valorizzare con passione, obiettivo che noi di Metamer consideriamo essenziale per donare un’energia nuova ai nostri territori.

Quest’anno, se non sai ancora dove passare il ferragosto, o cerchi idee su mete e vacanze estive non andare troppo lontano: a pochi chilometri da dove vivi c’è un mondo tutto da scoprire!

Buone vacanze, da Metamer!

In bici tra mare e storia: il progetto della pista ciclabile dei Trabocchi

Una pista ciclabile di 40 chilometri, da Ortona a Vasto, lungo la caratteristiche Costa dei Trabocchi: questo il progetto della Via Verde o Greenway dei Trabocchi, così ribattezzata per un maggior appeal verso il turismo su due ruote.

Un progetto che seguirà la direttiva della vecchia ferrovia adriatica, oggi dismessa, e che sarà in grado di valorizzare uno dei tratti paesaggisticamente più interessanti della Regione Abruzzo.

Il progetto è stato presentato nel 2006 e ha già iniziato ad interessare cicloamatori e turisti provenienti da ogni dove, interessati alla scoperta della costa adriatica e delle sue bellezze. Oltre ai trabocchi infatti, la pista ciclabile adriatica attraverserà centri urbani di particolare rilievo, come Ortona, San Vito Chietino e Vasto, e siti di interesse storico, culturale e turistico come il Castello Aragonese, l’Eremo Dannunziano, i Ripari di Giobbe e l’Oasi WWF di Torino di Sangro.

Una pedalata tra la storia e le bellezze d’Abruzzo, immersi nell’atmosfera senza tempo della Costa Adriatica e delle sue eccellenze panoramiche e culinarie.

Al momento, l’unico tratto di ciclabile ufficialmente istituito è quello che attraversa la città di Ortona, in un itinerario che dalla zona del porto procede verso il litorale sud. Un tratto già divenuto un’istituzione per le numerosissime famiglie e cicloamatori che col ritorno della bella stagione hanno iniziato a percorrerlo nel fine settimana.

Una passeggiata salutare, all’insegna dell’attività motoria e della riscoperta di, tanti, punti di interesse, che rendono la ciclovia adriatica un progetto di vitale importanza per l’economia e la valorizzazione del territorio abruzzese.

Quali sono questi punti di interesse? Vediamone alcuni tra i più importanti, stagliati lungo il suo tragitto!

Il castello aragonese di Ortona

Maniero quattrocentesco costruito per scopi difensivi. Distrutto dall’incuria di secoli e dalle azioni belliche della battaglia di Ortona, nel 1943, il castello beneficiò di un’importante opera di restauro a partire dal 2001.

Struttura simbolo della città, il castello aragonese di Ortona, con i suoi ballatoi e le sue passeggiate, rappresenta uno splendido palcoscenico sul mare adriatico, avamposto che ben esprime l’importanza di questo territorio nei secoli illustri della storia italiana.

Ripari di Giobbe

Tra le località balneari più note e frequentate in Abruzzo, situata nell’omonima frazione di Ortona (CH). I Ripari di Giobbe è una spiaggia protetta nel 2007, per via dell’inimitabile carattere di macchia mediterranea di cui si costituisce.

I suoi 28 ettari sono caratterizzati dalla presenza di una suggestiva falesia verticale, che ha contribuito negli anni a donare a questo tratto di rena un importante valore paesaggistico.

Litorale di Fossacesia

Tratto costiero tranquillo e rilassante, le spiagge di Fossacesia che rappresentano una piccola oasi di pace rispetto al turismo massificato di altre località balneari italiane, ma allo stesso tempo caratterizzata da un litorale affascinante e acque cristalline.

I piccoli ristoranti disseminati lungo il territorio, specializzati in cucina di mare, hanno reso negli anni questa località un punto di riferimento per gli amanti delle vacanze all’insegna del buon cibo, del relax e delle giornate al mare.

Riserva Naturale Regionale di Torino di Sangro

Area floro-faunistica di particolare interesse, costituita da boschi di lecci e rovelle a 115 metri sul livello del mare.

La Riserva racchiude alcuni tra gli itinerari naturali più affascinanti della zona, in un reticolo di sentieri che si snodano alla scoperta della vocazione e della storia della regione.

torino di sangro Riserva Natuale di Torino di Sangro. Foto via

Boschi, come quello di Mozzagrogna, raccontano infatti l’antico binomio tra uomo e natura, inscindibile in una regione come l’Abruzzo, mentre alcuni dei suoi percorsi, come quello che giunge al Cimitero di Guerra Britannico, rievocano la storia di questo territorio, e la sua importanza strategica negli anni del secondo conflitto mondiale.

Ciclopedonale dei Trabocchi: la Via Verde Adriatica che racconta l’Abruzzo

Salita sempre più alla ribalta delle cronache straniere, l’Abruzzo è una regione che sempre di più è in grado di affascinare e raccontare, e di attrarre un nuovo tipo di turismo, mirato alla lentezza e alle esperienze autentiche e genuine.

La pista ciclabile dei Trabocchi si inserisce in questo contesto in perfetta coerenza di intenti, rappresentando forse una delle occasioni più determinanti alla valorizzazione del territorio interessato dal progetto. L’opera sarà realizzata grazie a fondi europei e regionali, e potrà in futuro ricollegarsi al grande progetto di una ciclovia adriatica, in grado di unire nord e sud Italia, in un viaggi alla scoperta delle eccellenze del Bel Paese, di cui Abruzzo e Molise rappresenteranno di certo fierissimi ambasciatori!

Il Molise esiste: tutto quello che non sai su una regione fantastica

È la seconda regione più piccola d’Italia (la prima è la Val d’Aosta con circa 1.000 km2 in meno) e da troppo tempo gode della pessima fama di “non esistere”, a causa di numerosi meme e pagine Facebook sull’argomento spuntati negli ultimi anni.

La realtà è, naturalmente, ben diversa.

Il Molise è infatti una regione ricca di storia, eccellenze enogastronomiche, borghi da visitare e riserve naturali (Il PNALM – Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise comprende anche questo territorio!). Una regione che, forse più che “inesistente”, dovrebbe dirsi “sconosciuta”, e per questo abbiamo scelto di raccontarla.

Borghi e città del Molise da visitare: un patrimonio da scoprire

Area archeologica di Sepino

La presenza umana in Molise risale al Paleolitico. Ad attestarlo, il ritrovamento, negli anni ’70, dei resti di una particolare forma di Homo Erectus conosciuto come “Homo Aeserniensis”, poiché rinvenuto nei pressi di Isernia. Il Molise vanta inoltre il rinvenimento dei più antico resto umano d’Italia: un dente da latte di oltre 600mila anni fa!

In epoca pre-romana, il territorio fu di pertinenza dei Sanniti, importante popolazione italica diffusa fino al medio vastese, caratterizzata da una cultura propria e antichissima.

La dominazione romana determinò la costruzione di importanti centri politici e commerciali, come Venafro, Larino, Trivento, Boiano e Isernia, quest’ultima vera e propria colonia di diritto latino.

L’importanza di tali centri è attestata dalla presenza in tutta la regione di importanti aree archeologiche, come quella di Altilia, nei pressi di Sepino (tra i Borghi più Belli d’Italia), dove è possibile ammirare i resti dell’abitato romano, come il foro, le terme, il teatro, il Cardo e il Decumano, le mura, le maestose porte d’accesso.

Altri comuni molisani inseriti tra quelli più belli d’Italia sono Fornelli, Frosolone e Oratino, (Oratino in particolare è noto per essere stato patria degli artisti più celebri della regione). Borghi meno celebri, ma altrettanto caratteristici, sono Castellino del Biferno, soprannominato “il paese che si muove”, Pesche, dov’è presente l’omonima riserva naturale, e Guardialfiera, dal quale è possibile godere del panorama mozzafiato che si apre sulla diga del Liscione.

Castelli del Molise: tour tra storia e sogno

Il castello di Castropignano

Quello del Molise è un territorio caratterizzato da un fascino senza tempo. Le vie della transumanza che anticamente portavano le greggi a svernare nelle Puglie attraversano ancora le colline e le brulle radure che circondano paesini arroccati sui monti e seducenti castelli medievali.

Tra i più celebri figura di certo il Castello Svevo di Termoli, avamposto vista mare tra i più suggestivi della Costa Adriatica. Il Castello d’Evoli di Castropignano non è da meno: un maniero recentemente ristrutturato, le cui rovine attraggono un numero sempre maggiore di visitatori, interessati alla sua riscoperta.

Castel Monforte è invece simbolo della città di Campobasso, mentre quello angioino di Civitacampomarano, ben conservato e aperto al pubblico, è considerato uno dei più belli del Molise.

Scenari fiabeschi che raccontano ai suoi avventori la semplice spettacolarità di storie uniche, perse in un tempo lontano e allo stesso tempo molto vicino a noi.

Spiagge del Molise: storia e bellezza in un unico paesaggio

Spiaggia di Termoli con il Castello Svevo vista mare sullo sfondo

Il Molise è custode di un piccolo ma delizioso tratto di costiera adriatica. La cosiddetta Costa Verde abbraccia località ancora poco ambite dal turismo di massa, ed è forse questa la loro migliore qualità!

Le spiagge più celebri, come quella di Campomarino o la spiaggia di Sant’Antonio, si trovano in prossimità di Termoli, maggiore località balneare della regione. A pochi km dal capoluogo molisano si trovano inoltre le spiagge di Rio VivoPetacciato e Marina di Montenero di Bisaccia, litorali tranquilli e facilmente raggiungibili, per gli amanti del relax e della buona cucina alla ricerca di una vacanza indimenticabile.

Per i più avventurosi, invece, in Molise è possibile fare trekking ed escursioni in una delle molteplici riserve e aree protette della zona più interna della regione, come quelle di PescheMontedimezzoCollemeluccio, l’Oasi WWF Guardaregia di Campochiaro e, naturalmente, il Parco Nazionale.

Un territorio quindi che, dal mare alla montagna, non si fa di certo mancare nulla!

Piatti e prodottti tipici del Molise: una regione deliziosa

I cavatelli del Molise

Le eccellenze enogastronomiche del Molise sono rappresentate da ricette e prodotti tipici della cucina tradizione contadina. Piatti saporiti e “rubusti”, che riflettono la cultura culinaria di genti dedite al lavoro e rispettose della stagionalità.

Si va dal capofreddo (o “coppa molisana”), salume a base di carne suina aromatizzato con alloro, finocchio, aglio e peperoncino, passando dal tipico caciocavallo di Agnone, fino al formaggio caprino di Montefalcone del Sannio.

Tra i cereali e i legumi autoctoni troviamo invece il farro dicocco del Molise, recuperato negli anni ’90 dopo un lungo periodo passato in sordina, i fagioli di Riccia e il mais Agostinello, varietà locale antichissima dalla quale si produce farina gialla per pizza e polenta.

Per quanto riguarda le specialità culinarie troviamo invece i cavatelli, formato di pasta a base di semola di grano duro dalla forma allungata (ottima con la ventricina di Montenero di Bisaccia). Un alimento “reale”, perché inventato, secondo la tradizione, in onore di Federico II di Svevia.

Sempre per quanto concerne la pasta, non tutti sanno che i fusilli sono stati inventi in Molise, e rappresentano una specialità tipica della regione. Non a caso, tra le più note ricette locali figurano i fusilli alla molisana, al sugo e carne d’agnello. La Molisana è anche il nome di uno dei pastifici più conosciuti in Italia, sinonimo di eccellenza e qualità, il cui stabilimento produttivo ha sede nella città di Campobasso.

Tra le eccellenze molisane non può inoltre certamente mancare il tartufo. Diffuso nella provincia di Campobasso, il tubero locale è tornato alla ribalta delle cronache nel 2014 con il rinvenimento di un tartufo bianco dal peso record di 1,5 kg.

Completano il menù i piatti caratteristici, come pannocchie all’Agro, i maccheroni alla molisanacomposta molisana (una bruschetta con filetti d’acciuga, olive, ortaggi e odori) e spezzatino di pecora.

Vini del Molise: il sapore autentico della tradizione

Oltre alla cucina tipica, il Molise è una terra famosa per la produzione di olio e vini di qualità.

Tra i più eccellenti e rappresentativi figurano il Biferno (rosso, rosato e bianco) e la Tintilia, di cui da pochi mesi è nato uno specifico consorzio di tutela.

La Tintilia in particolare è un vitigno coltivato da secoli nella regione, e recuperato, come nel caso del farro dicocco, da una prematura estinzione. La sua valorizzazione contribuisce oggi a far conoscere la sua terra d’origine nel mondo, grazie al lavoro e all’impegno di molte realtà agricole e istituzionali locali.

Curiosità sul Molise: quello che (forse) non sai su questa terra

A differenza di quanto si possa pensare, alcuni comuni del Molise sono stati, negli ultimi anni, caratterizzati da uno stabile incremento di popolazione. È il caso di Termoli, passato da circa 30.000 abitanti nel 2011 ai 33.660 del 2016, attestandosi su una soglia di quasi 3.500 cittadini in più.

Quante piccole città italiane possono vantare gli stessi dati?

Ti interesserà inoltre sapere che il Molise è molto conosciuto dai nuovi artisti italiani. Questa regione ospita infatti alcune importanti opere di street art di rilievo nazionale, come l’ “arcobaleno nella roccia” e “il soldato” dell’artista Blu, entrambi realizzati a Campobasso.

Allo stesso modo, dal 2016 è inoltre organizzato a Civitacampomarano il Festival CVTà, che mira alla riscoperta e valorizzazione del borgo attraverso l’arte figurativa.

La prima edizione ha visto la partecipazione di nomi di riguardo dell’arte di strada, come Alice Pasquini (direttrice artistica dell’evento), ICKSUNO e dell’artista internazionale Pablo S. Herrero.

Il Molise è stato inoltre set per numerosi film storici e intramontabili, come Il prefetto di ferro di Pasquale SquitieriContinuavano a chiamarlo Trinità, con Bud Spencer e Terence Hill e il più recente Sole a Catinelle, con l’attore comico Checco Zalone.

Una regione, quindi, completamente fuori dai famosi stereotipi descritti sul web, la cui essenza sospesa tra modernità e storia, è in grado di suggestionare avventori di ogni tipo!

Scopri il Molise, ama l’Italia autentica!

Storia e ricetta delle ferratelle abruzzesi

Pizzelle, ferratelle, cancellate, neole, nevole o nivole: chiamate in tanti modi ma in qualche modo rappresentativo di una sola, unica, regione.

Quella delle ferratelle (per il resto dell’articolo le chiameremo così per convenzione, non ce ne voglia nessuno) è una tra le più apprezzate e note ricette tipiche abruzzesi. Al di là del nome, la loro preparazione prevede numerose varianti, a seconda del paese o la zona di provenienza.

Tra queste troviamo, ad esempio, quelle di Pescocostanzo, piccolo comune montano dell’aquilano, la cui ricetta prevede l’uso della cannella, che rende per questo le ferratelle di colore ambrato, e dal sapore più speziato rispetto alle altre varianti. Alcune ricette le vogliono invece più “crude”, per essere facilmente arrotolate e farcite con marmellata o crema al cioccolato. E sarà forse perché, in fondo, siamo un popolo di romanticoni, ma la più gettonata resta quella a forma di cuore, magari con una spolverata di zucchero a velo per addolcire ulteriormente il tutto.

Sostanzialmente però, in Abruzzo, siamo soliti distinguere le ferratelle in due principali tipologie:

  • Le pizzelle rigide, più croccanti perché cucinate mediante una ricetta che prevede meno impiego di lievito e uova.
  • Le pizzelle morbide, più “alte” e simili agli ormai celebri waffles, con cui spesso, non a caso, vengono confuse.

Oltre alle quantità di ingredienti e alle modalità di preparazione, la vera differenza tra le due tipologie di ricette risiede nella piastra, detta “ferro”, utilizzato per cucinarle.

PIZZELLE ABRUZZESI: UN PO’ DI STORIA

Numerose fonti vogliono che l’origine del più celebre dolce abruzzese risalga addirittura al tempo dei romani, quando era in uso preparare il Crustulum, un biscotto molto simile alla moderna ferratella, per celebrare occasioni speciali.

Nel ‘700, i ferri per la preparazione delle ferratelle venivano personalizzati da fabbri e artigiani, che oltre al decoro a “cancello” (da cui, appunto, il nome “cancellate”) usavano inserire su richiesta le iniziali del committente del lavoro. In questo modo, le pizzelle una volta realizzate potevano vantare una sorta di marchio di fabbrica, e i ferri essere rintracciati con facilità, dal momento che era molto comune prestarli a famiglie amiche.

Al tempo, il ferro in questione era considerato un oggetto di valore al pari del corredo nuziale, tanto da essere sovente inserito tra gli oggetti portati in dote dalla sposa al momento del matrimonio.

I vecchi ferri, a differenza di quegli odierni, prevedevano un’apertura “a forbice”, in quanto venivano utilizzati nel camino, e questo sistema permetteva di rilasciare la pizzella in maniera più agevole da chi aiutava la persona impegnata nella cottura.

L’estrema notorietà di questa ricetta ne permise negli anni la diffusione anche in molte zone del Molise (che fino agli anni ’60 era appunto parte della Regione Abruzzo) e nel basso Lazio.

FERRATELLE ABRUZZESI: I “FERRI” DEL MESTIERE

Sono notoriamente disponibili in negozi e negozietti di articoli per la casa o souvenir, e decorati con numerosi disegni, dai più semplici ai più complessi.

È ancora oggi possibile reperire ferri per pizzelle per la cottura a gas ma, per questioni di praticità, sono molto diffusi anche quelli elettrici.

La differenza tra piastre per waffle e quelle per pizzelle morbide sta nell’altezza: i primi infatti sono leggermente più profondi, in quanto la ricetta dei waffle prevede una ricrescita maggiore della cialda in fase di cottura. Quelli per ferratelle rigide sono invece molto sottili, ma anch’essi disponibili nella versione elettrica o per la fiamma viva.

I decori più comuni sono quelli per pizzelle a cuore, a ventaglio o a fiore, che suddividono cioè la piastra in 4 o 6 petali, ognuno costituito da una singola pizzella che verrà poi, all’occorrenza, facilmente staccata. Quest’ultimo decoro è molto utilizzato da chi preferisce farcire le ferratelle con confetture o creme, in quanto, una volta divise, le pizzelle si prestano facilmente ad essere impilate.

Ad ogni modo, se vi trovaste in dubbio su quale ferro acquistare, chiedete pure consiglio al venditore, a patto che sia abruzzese!

 

RICETTA DELLE FERRATELLE ABRUZZESI

La preparazione delle ferratelle, sia croccanti che morbide, è un ricetta molto semplice, e forse anche per questo molto apprezzata.

Per l’impasto di quelle morbide occorrono:

  • 6 uova
  • 6 cucchiai di zucchero
  • Qualche goccia di succo di limone
  • 500g di farina
  • 50g di latte
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 50g di olio di semi

Per quelle rigide basterà aggiungere un cucchiaio di olio in più e un po’ più di farina, per rendere l’impasto leggermente più denso. Queste porzioni sono utili alla preparazione di circa 30 ferratelle.

Una volta preparato l’impasto è necessario lasciarlo riposare per il tempo necessario a far scaldare la piastra, ben unta con un po’ di olio d’oliva. La porzione utile per ogni ferratella è quella di un cucchiaio di impasto che, secondo la tradizione, deve restare in cottura il tempo necessario per recitare un “Ave Maria” da un lato, e un “Pater Noster” dall’altro (in caso di cottura a gas).

La preparazione di questo dolce era, non a caso, motivo di condivisione e convivialità delle donne nella tradizione popolare abruzzese, che coglievano l’occasione dettata dal momento per un quotidiano esercizio spirituale.

Naturalmente, le dosi preparazione appena illustrate sono soggette, come in ogni ricetta tradizionale, a molteplici varianti (con l’aggiunta facoltativa, per esempio, di vanillina, anice, cannella e grammature di ingredienti diverse da quelle illustrate). Questo poiché, essendo la ricetta molto diffusa, ogni famiglia ne custodisce gelosamente una migliore variante, in fede a quell’antica legge tanto cara alle nostre nonne che prevede “a uocchje” (cioè a propria discrezione) la scelta e il più corretto quantitativo degli ingredienti da impiegare.

L’estrema semplicità e versatilità della ricetta la rendono perfetta per sperimentarne la preparazione con farine diverse da quella “00”, come farina di canapa o l’autoctona farina di solina, e in versioni più moderne, in linea con i gusti più moderni. Potresti decidere infatti di provare a realizzare ferratelle senza latte o uova, oppure senza glutine, per intolleranti o semplicemente per farle più leggere.

In ogni caso: buona preparazione e… buon appetito!