Firma digitale per contratti energetici: cosa sapere e perché è importante

firma digitale

Uno strumento sicuro, pratico e veloce, che permette di siglare contratti e documenti in pochi click e con un considerevole risparmio in termini di carta e archiviazione. La firma digitale è un’innovazione divenuta già realtà: scoprila in dettaglio in questo nuovo articolo del blog Metamer.

L’introduzione della firma digitale (o firma elettronica) anche nel settore energetico ha creato in un primo momento un po’ di scompiglio. Un “normale” disorientamento, tutto sommato giustificato, vista l’incredibile novità determinata da questo innovativo supporto.

Si tratta infatti di un dispositivo o servizio che permette di siglare in pochi click un contratto o documento, in modo sicuro e più eco-friendly.

Sono pochi in verità gli utenti che hanno riscontrato reali problemi dovuti all’utilizzo della firma digitale, quasi tutti dovuti a pratiche poco chiare da parte di alcuni gestori. Un aspetto sul quale noi di Metamer abbiamo scelto di operare con cura, attraverso un servizio di firma digitale trasparente e sicuro, per migliorare la qualità del servizio offerto alla nostra clientela.

Firma digitale: cos'è e come si usa

Si tratta di un sistema che permette di firmare telematicamente un documento, registrando i dati e le informazioni in esso contenuto. Un documento con validità legale, identico in tutto e per tutto a quelli cartacei, che permette però una maggiore praticità di consultazione (cioè anche da smartphone e computer) e un minore impatto ambientale.

L’introduzione della firma digitale è un’innovazione attualmente resa disponibile solo da alcuni gestori di energia, quelli cioè che hanno scelto di investire per migliorare l’esperienza della propria clientela.

Una vera e propria avanguardia per ogni settore, che nei prossimi anni, si spera, sostituirà completamente la carta, con risvolti positivi in termini di lavoro, archiviazione e spreco di risorse.

Firma digitale: perché è sicura

Il sistema di firma digitale è sicura quanto un notaio” – ad affermarlo è Andrea Caccia, componente dell’Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale e operatore del team che si è occupato della messa a punto del sistema di Fatturazione Elettronica per la Commissione Europea.

Una tecnologia, per questo, già ampiamente adottata in molti settori, dalle Poste agli uffici bancari fino ai corrieri postali che, com’è noto, la utilizzano ormai da anni.

Dopo queste prime sperimentazioni, in cui ne è stata testata sicurezza e praticità, la firma digitale è stata adottata da professionisti di molti settori, tra cui quello energetico.

È infatti possibile oggi scegliere e sottoscrivere nuove offerte luce e gas online in pochi click grazie all’utilizzo della firma digitale. Una volta selezionata l’offerta energetica più interessante, il cliente può prendere visione con tutta calma del contratto comodamente seduto alla sua scrivania, recuperare il materiale utile necessario alla firma del contratto (dati anagrafici, codice POD / PDR della propria utenza, coordinate bancarie) e inserire autonomamente queste informazioni.

Solo con l’approvazione in firma digitale del documento il contratto verrà ufficializzato e sarà quindi pronto a partire.

Una pratica, come si evince subito, molto sicura, in quanto permette all’utente di prendere visione del contratto nella sua integrità e di firmare solo quando è realmente convinto dell’offerta che sta per sottoscrivere.

Per questo, la firma digitale, ha già messo in crisi quei gestori che, nel corso degli anni, hanno puntato le loro “strategie” sulla sottoscrizione di contratti telefonici o porta a porta, in cui viene solitamente lasciato poco spazio alla lettura dei documenti, per ottenere solo una firma a penna in tempi molto rapidi.

Firma elettronica avanzata: più sicurezza per il tuo nuovo contratto energia!

Come Metamer abbiamo scelto di operare nel rispetto e nella massima cura della nostra clientela, migliorando costantemente la gamma dei servizi rivolti ai nostri clienti.

Oggi, insieme ad un numero verde per l’assistenza clienti gestito in Italia, un’app e uno sportello online per monitorare i propri consumi, è disponibile il nuovo servizio di Firma Elettronica Avanzata (FEA), per sottoscrivere le offerte Metamer Casa  in pochi click. La FEA è un servizio innovativo, molto più controllato e sicuro rispetto alla “tradizionale” firma digitale, che garantisce la sottoscrizione di contratti in modo pratico, veloce e nel rispetto delle normative vigenti.

Offerte che ti garantiscono un costo componente bloccato per due anni, assistenza clienti gratuita, nessun deposito cauzionale, insieme a tutti gli altri vantaggi di una comune offerta Metamer.

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Buona energia, da Metamer!

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Che cos’è il “costo componente” e come bloccarlo in bolletta?

È tra le voci di spesa riportate in bolletta, che si aggiunge a quelle relative ai propri consumi. Ma è possibile scegliere un’offerta dal costo componente bloccato? E che cosa significa?

Leggi tutto in questo nuovo articolo del blog Metamer.

Insieme alle cosiddette “spese di trasporto e gestione del contatore” è una delle voci di spesa presenti in bolletta. Il costo componente, o “componente servizio di vendita”, altro non sono che le spese sostenute dal gestore per acquistare e rivendere energia al cliente finale.

Si tratta di una tariffa aggiornata semestralmente dall’ARERA (Autorità per l’Energia Reti e Ambiente) che varia in relazione al prezzo dell’energia sul mercato internazionale. Nei regimi di maggior tutela il costo non è direttamente gestito dal distributore di energia, cioè le aziende che operano nel mercato energetico, le quali lo “anticipano” per l’acquisto dell’energia da fornire ai propri utenti.

Nel mercato libero, invece, il prezzo della componente è fissata dal singolo venditore. Per questo motivo, passare al mercato libero rappresenta oggi un potenziale vantaggio per i tuoi consumi.

È possibile bloccare il costo della componente energetica scegliendo un’offerta che preveda questa opzione. Ciò non significa cancellarlo dalle spese vive della bolletta (come alcuni gestori cercano di far credere) ma di garantirsi che sia del medesimo importo in ogni bolletta, ad un prezzo più conveniente rispetto agli standard di mercato.

Costo componente energia: in dettaglio

La componente del servizio di vendita si divide essenzialmente in due principali voci di spesaquota fissa e quota energia.

La quota fissa comprende oneri di gestione come “commercializzazione” e “dispacciamento”, che vedremo meglio in seguito.

La quota energia comprende, invece:

  • il prezzo dell’energia (PE): il costo “vivo” dell’energia consumata dal cliente in funzione dei KW/ora, con relative scontistiche in base al proprio piano tariffario;
  • il dispacciamento (PD): cioè le spese relative alla distribuzione e gestione di energia su tutto il territorio nazionale;
  • la componente di perequazione: presente solo nelle bollette degli utenti ancora in regime di maggior tutela.

Costo componente: più vantaggi nel mercato libero

Come abbiamo visto in passato esistono numerosi vantaggi per chi sceglie di passare al mercato libero rispetto al regime di maggior tutela.

Uno di questo è appunto avere l’opportunità di scegliere una nuova offerta energetica dal costo componente bloccato per uno o due anni, e di sottoscriverla in un momento in cui l’andamento di mercato del prezzo energia è particolarmente conveniente.

Se vuoi saperne di più compila il form qui in basso per richiedere maggiori informazioni su come risparmiare in bolletta rispetto al tuo attuale piano tariffario.

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Allaccio, subentro e voltura contatore: differenze, quanto costano e come fare

Nuova casa o nuovo intestatario, facciamo un po’ di chiarezza su alcuni concetti chiave relativi all’attivazione di luce e gas: le principali differenze tra allaccio, subentro e voltura.

Quando si parla di subentroallaccio (o, talvolta, “allacciamento”) e voltura vige un po’ di confusione. Tutte e tre le voci si riferiscono ad operazioni che riguardano il contatore, ma in maniera diversa l’una dall’altra.

Se hai da poco cambiato casa o desideri semplicemente cambiare l’intestazione della tua utenza energetica eccoti una pratica guida per capire la differenza tra questi tre aspetti, quanto costano e come (e dove) richiederli.

Allaccio contatore: a chi richiederlo?

Puoi inoltrare domanda di allaccio del contatore al distributore locale oppure direttamente al gestore di energia col quale sottoscrivi un contratto. In Italia, i principali distributori sono E-DistribuzioneAreti a Roma (ex Acea), Unareti a Milano (ex A2A), Ireti a Torino. Cerca quello che opera nella tua zona per sapere come richiederne i servizi.

Per l’allacciamento del contatore del gas hai bisogno di due certificazioni rilasciate dal tecnico che ha effettuato l’impianto, l’H40 e la I40. Si tratta di documenti che attestano che l’impianto è a norma di legge e predisposto per ospitare il tipo di contatore richiesto.

Quanto costa l'allaccio contatore?

costi per l’allaccio della luce con il  distributore dipendono da vari fattori. La spesa per un allaccio permanente si suddivide in diverse quote.

  • Quota distanza dalla più vicina cabina di trasformazione;.
  • Quota potenza;
  • Quota fissa;
  • Oneri di gestione della pratica;
In totale i costi di attivazione possono ammontare ad un massimo di 500 €.
 
È bene ricordare che, al di là di specifici accordi presi con l’ex proprietario di una casa appena acquistata o del costruttore di una nuova, gli oneri di installazione d’allaccio del contatore spettano sempre all’attuale intestatario.

Tempi allacciamento contatore

tempi di allacciamento di un nuovo contatore variano da un minimo di 15 giorni a un massimo di 60, in caso di lavori complessi, dalla data di approvazione del preventivo inviato dall’autorità che si occupa dell’installazione. Ad ogni modo, le tempistiche di allaccio contatore dipendono esclusivamente dal distributore e non dalle società operanti nel settore con le quali sottoscriverai il contratto.

Subentro nuova utenza: tempi e costi

Per subentro si intende tecnicamente la riattivazione di un contatore, ossia presente ma non funzionante. I dispositivi interessati da questo stato sono bloccati da sigilli, la cui manomissione costituisce reato.

Per questo motivo non è possibile la riattivazione fai da te di un contatore “staccato”, ma è sempre indispensabile rivolgersi al nuovo gestore di energia con il quale si stipulerà un contratto, che provvederà ad inoltrare opportuna domanda all’ente preposto a rimuovere i sigilli.

Costi subentro contatore

Il costo di subentro contatore in regime di maggior tutela sono fissati dall’Autorità per l’Energia e comprendono:

  • 27,03 € per oneri amministrativi;
  • 23 € di lavori tecnici + eventuale contributo richiesto dal nuovo gestore;
  • 16 € imposta di bollo.

Il costo totale dell’operazione è quindi di circa 66.03 € da sommare all’eventuale deposito cauzionale che il nuovo gestore può richiedere a sua discrezione.

Nel mercato libero, invece, non sono previsti i 23 euro relativi al costo effettivo di lavoro di installazione, qualora il nuovo gestore lo preveda.

Per questo motivo, se scegli un nuovo gestore di energia in fase di subentro contatore, cerca di capire se e quali costi ti saranno addebitati e scegline uno che non richieda deposito cauzionale.

Tempi subentro contatore

Per il subentro dell’utenza luce sono necessari 7 giorni lavorativi, due a disposizione del fornitore per inoltrare la domanda al gestore, e 5 per l’installazione del contatore da parte di quest’ultimo.

Per il gas occorrono, invece, 12 giorni lavorativi, di cui i primi due sono sempre necessari al fornitore per inviare la necessaria documentazione.

Voltura contatore: come si fa e quanto costa

Per voltura si intende un semplice cambio di intestazione del contatore, senza interruzione di energia. Si tratta di un’operazione semplice, di cui si occupa in toto il fornitore di energia.

tempi di una voltura vanno dai 2 ai 7 giorni lavorativi e questa prassi non ha costi, salvo un eventuale deposito richiesto dal nuovo fornitore, qualora si sottoscriva una nuova offerta.

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Sei sicuro di utilizzare la tua lavastoviglie in modo corretto?

Riempi i cestelli, un po’ di detersivo e via! Fare la lavastoviglie non è un’operazione complicata, oppure si?

Tutte le risposte per scegliere, caricare e avviare la lavastoviglie in modo corretto, contenendo i consumi e assicurando longevità al tuo elettrodomestico.

Con una spesa media dai 130€ ai 170€ annui stimati sui consumi di una famiglia italiana tipo, la lavastoviglie entra a pieno titolo nella rosa dei cinque elettrodomestici che consumano di più in casa. Per questo è importante conoscere come ottimizzarne i consumi e soprattutto cosa va e cosa non va in lavastoviglie, al fine preservare sia il dispositivo che le stoviglie nel tempo.

Vediamo tutto in dettaglio, in questo nuovo articolo del blog Metamer!

Come scegliere la lavastoviglie

In questo ci viene incontro AltroConsumo che, al pari di altri elettrodomestici ha recentemente stilato una classifica delle migliori lavastoviglie italiane [1] .

Preso atto che non esiste una lavastoviglie “migliore” di un’altra (in quanto scelta e prestazioni si basano, come vedremo, sulle necessità del nucleo familiare) è sempre e comunque opportuno scegliere un dispositivo che rispecchi alcune caratteristiche essenziali:

CLASSE ENERGETICA ALTA

Un dispositivo di classe A+++ permette un risparmio medio annuo anche del 30% rispetto ad uno di “semplice” classe A. Dal momento che la lavastoviglie incide su due tipologie di consumi (acqua e elettricità) sarà pertanto conveniente scegliere un dispositivo con prestazioni più efficienti.

CAPIENZA E FUNZIONI DELLA LAVASTOVIGLIE

I principali modelli di lavastoviglie si dividono in due misure80x60x60 cm e più piccoli da 80x45x60 cm. I primi ospitano mediamente fino a 13 coperti, mentre i secondi massimo fino a 10.

Ti interesserà sapere che da qualche anno è possibile trovare sul mercato le cosiddette lavastoviglie a installazione libera, che a differenza di quelle da incasso sono studiate per essere installate anche al di fuori dei mobili della cucina.

Quanto consuma una lavastoviglie?

Ogni dispositivo ha un suo consumo specifico espresso in KiloWatt.

Sul libretto illustrativo dell’elettrodomestico è possibile reperire le informazioni specifiche in merito alla produzione di kilowatt/ora, attraverso il quale stabilire l’effettivo consumo di ogni lavaggio grazie a una semplice formula:

[CONSUMI KW/H X COSTO ENERGIA (€/KWH) = SPESA MEDIA PER LAVAGGIO]

Naturalmente, controlla sempre di avviare l’elettrodomestico nella fascia oraria più economica. Se invece per i tuoi consumi hai scelto Metamer non preoccuparti: con la nostra tariffa monoraria puoi utilizzare i tuoi elettrodomestici in ogni ora del giorno sempre allo stesso prezzo!

Per risparmiare sui consumi della tua lavastoviglie ricorda di:

  1. Usare la lavastoviglie sempre a pieno carico.
  2. Evitare il ciclo di prelavaggio, per risparmiare acqua e corrente (sciacquando velocemente le stoviglie sotto il rubinetto prima di inserirle nell’elettrodomestico).
  3. Prediligere i lavaggi rapidi a freddo: 45° sono una temperatura più che sufficiente per il lavaggio delle stoviglie.
  4. Interrompere il ciclo di asciugatura con aria calda. In questo modo diminuirai il ciclo di 15 minuti, risparmiando il 45% di energia su un ciclo da 40 minuti.
  5. Mantieni sempre il filtro ben pulito e aggiungi sale con regolarità.

Non inserire piatti unti o con residui di cibo in lavastoviglie. Questa pratica, molto diffusa, è causa di intasamento dei filtri e di cattivo odore all’interno dell’elettrodomestico. Per piatti più brillanti in modo naturale versa un bicchiere d’aceto all’interno della lavastoviglie prima di ogni lavaggio. L’aceto è un brillantante naturale e un ottimo deodorante!

Cosa non va in lavastoviglie?

Certo, comprare una lavastoviglie per poi ritrovarsi a lavare i piatti a mano può essere seccante, ma ci sono materiali che mai e poi mai andrebbero lavati in questo elettrodomestico:

  • Bicchieri di cristallo;
    sono molto fragili (e costosi), per questo è meglio non lavarli in lavastoviglie;
  • Coltelli a lama liscia e di qualità;
    lavarli a mano è sempre preferibile per non rovinare il filo della lama.
  • Cucchiai e taglieri in legno;
    acqua e legno non sono buoni amici. Alte temperature e aggiunta di detersivi potrebbero intaccare il legno, piegandolo o indebolendolo.
  • Stoviglie in ottone;
    l’ottone è rivestito da una patina protettiva che rischia di rovinarsi in lavastoviglie, perdendo di integrità.
  • Pentole di ghisa e antiaderenti;
    la ghisa non andrebbe mai a contatto con l’acqua in quanto più esposta dell’acciaio inox al rischio ruggine. Per quanto riguarda le pentole antiaderenti invece, molti tipi non sono lavabili in lavastoviglie. Controlla sempre sulla confezione.
  • Piatti dipinti a mano e terracotta;
    le vernici utilizzate per decorarli non sono state “pensate” per essere lavate ad alte temperature e rischiano pertanto di perdere lucentezza o cancellarsi definitivamente.

Per maggiori informazioni scrivi un commento a questo articolo! Buona energia a tutti, da Metamer!