Organizzare il frigorifero: trucchi e consigli per risparmiare

È tra gli elettrodomestici più energivori in casa, e il suo consumo elettrico è anche dettato dalla buona o cattiva organizzazione di cibi e bevande contenute all’interno.

Non ci credi? Scopri di più in questo articolo!


Organizzare il frigorifero è un’operazione tutt’altro che semplice e per nulla scontata come forse si potrebbe pensare. Con una media di circa 8.760 ore di attività l’anno è tra gli elettrodomestici che consumano di più in casa, per una spesa che varia da 56 euro/anno per un modello di Classe A, fino a raggiungere i 159 euro per dispositivi di classe inferiore.

Forse non sai però che il suo indice di consumo energivoro è strettamente connesso anche alla corretta disposizione di alimenti al suo interno.

Non è un caso infatti se il Ministero della Salute ha negli ultimi anni redatto un vero e proprio dossier incentrato su come conservare e distribuire correttamente gli alimenti all’interno del frigo, per una maggiore sicurezza degli stessi e una migliore resa dell’elettrodomestico in termini energetici.

In un precedente articolo ti abbiamo già raccontato quali dispositivi incidono di più sul contatore e come ottimizzare i tuoi consumi domestici. Oggi vediamo in dettaglio qualche trucco per migliorare le prestazioni del tuo frigorifero, iniziando proprio dalla disposizione degli alimenti al suo interno.

consumo frigorifero classe a

Organizzare il frigorifero: come disporre i cibi

Ogni frigorifero è suddiviso per settori, studiati appositamente per ospitare tipologie di cibi diversi. C’è una zona fredda, una temperata e una a lieve refrigerazione.

Il punto più freddo del vano frigo è quello in basso, subito sopra il cassetto per le verdure. Su questo ripiano vanno stipati carne e pesce, alimenti facilmente deperibili che necessitano di temperatura più rigide per conservarsi al meglio.

Sulle mensole al centro e più in alto invece puoi tranquillamente riporre alimenti come uova, latticini (meglio se in apposite scatole di contenimento), dolci a base di crema e panna e più in generale tutti quei cibi da “conservare in frigo dopo l’apertura”.

I cassetti alla base delle mensole, dove la temperatura è più alta rispetto al resto del frigo, sono riservati alle verdure, che se riposte nel ripiano dedicato a carne e pesce possono ghiacciare e deperire più velocemente.

Nei vani sulla porta, maggiormente esposti a sbalzo termico quando si apre il frigo, vanno riposte solo bevande, yogurt, burro, marmellate e tutti quegli altri alimenti che necessitano solo di una leggera refrigerazione.

I frigoriferi più moderni e tecnologici sono inoltre dotati di ulteriori spazi e funzioni (come il “Cooling System”), per una conservazione più idonea di cibi specifici, come carne e verdura, e una migliore resa in termini di consumi. Il consiglio pertanto è sempre quello di visionare per bene il libretto illustrativo del proprio elettrodomestico, per conoscerlo a fondo e evitare errori.

ridurre i consumi frigorifero

Trucchi per usare al meglio il frigo risparmiando sui consumi

Come abbiamo visto, disporre la spesa “a casaccio” all’interno del frigorifero è una pratica sconsigliata, sia in termini di conservazione degli alimenti che di consumi elettrici. Un frigorifero “affaticato” consuma di più!

Altri trucchi per risparmiare sull’utilizzo e la manutenzione del frigorifero ci vengono direttamente forniti dal Good Housekeeping Insitute di Londra, che pubblica puntualmente informazioni utili per una corretta gestione della casa:

Cosa non va in frigo

Iniziamo col togliere il superfluo, permettendo in questo modo al frigo di lavorare meglio e, quindi, di consumare meno. Frutta e ortaggi come avocado, banane, mele e pomodori possono tranquillamente restare fuori dal frigo fin quando non raggiungono la piena maturazione. Patate, olio (qualcuno che lo mette in frigo c’è!), aglio e cipolle necessitano invece di luoghi asciutti, e soprattutto bui per conservarsi al meglio: quindi assolutamente fuori dal frigo!

Altri alimenti da non conservare in frigo sono pane (meglio avvolgerlo in un canovaccio e riporlo nella credenza o in un cassetto), caffè e miele. Ti stupirà sapere che senape e ketchup possono benissimo restare fuori dal frigo, perché l’aceto contenuto al loro interno ne contrasta perfettamente il deperimento! La maionese invece è meglio stiparla nel vano-porta, insieme a marmellate e yogurt. Un frigo più “leggero” è un frigo più economico!

La giusta temperatura del frigo

In linea di massima per mantenere bassi i consumi dovrebbe sempre oscillare tra i +4°/+6°. Tre comuni fattori che contribuiscono ad alterare pericolosamente la temperatura del frigo, incidendo quindi sui consumi, sono rappresentati da:

  • stiparlo eccessivamente, senza permettere all’aria di circolare in maniera corretta;
  • riporre alimenti ancora caldi (tazze, pentole, tegami, scatole per la conservazione di alimenti – è sbagliatissimo e rischia anche di danneggiare l’elettrodomestico);
  • aprire e chiudere la porta del frigo troppo spesso (chi non l’ha mai fatto quando è affetto da un certo languorino?). Comporta dispersione di energia e, di conseguenza, un certo impegno da parte dell’elettrodomestico per tornare a temperatura.

Pulire il frigorifero

Sbrinare con regolarità il frigo lo aiuta a lavorare meglio. Il ghiaccio infatti influisce pesantemente sui consumi, mandando il tilt il termostato e determinando un lavoro continuo del motore.

Anche tenerlo pulito rappresenta un aspetto importante, soprattutto per la corretta conservazione dei cibi. Evita i detersivi prediligendo solo prodotti naturali. Una mistura di acqua, aceto e bicarbonato è ottimale per pulire il frigo ed evitare contaminazioni dei cibi con prodotti chimici. Non preoccuparti: il sentore d’aceto all’inizio sarà molto forte, ma svanirà nel giro di poco tempo.

Seguendo questi semplici consigli non sarà difficile mantenere il frigo in buona salute e con lui la tua bolletta!

Bonus gas e luce 2018: chi ne ha diritto e come richiederlo

Con il 2017 alle spalle e il 2018 appena iniziato stiamo tutti tirando un po’ le somme e preparandoci a vivere un nuovo anno pieno di energia!

Le recenti disposizioni emesse dall’Autorità per l’Energia in merito all’incremento prezzi su gas e luce (del +5% il primo e del +5,3% il secondo, per un totale annuo di circa 50 euro in più) hanno, giustamente, messo in apprensione tutti noi. Allo stesso tempo però è bene sapere che la stessa Autorità per l’Energia ha reso disponibili dal 1 Gennaio i cosiddetti Bonus Gas e Luce 2018.

Un sostegno disponibile per 4 milioni di famiglie italiane a basso reddito, che mira a fornire un aiuto concreto deprezzando del 15% i costi in bolletta.

Se, specie nelle ultime settimane, è stato molto il clamore mediatico relativo a tutti i rincari di questo nuovo anno (non solo su gas e luce, ma anche autostrade e RC auto) poco è stato ancora detto in merito a questi utilissimi bonus, che andiamo quindi ad illustrare.

Bonus gas e luce 2018: cosa sono e chi ne ha diritto

Sono bonus stanziati per famiglie numerose, a basso reddito o per individui soggetti a comprovato disagio fisico. Il bonus è previsto per famiglie con ISEE non superiore a 8.107,5 euro, o 20.000 euro per famiglie con più di 3 figli a carico.

Le richieste vengono gestite attraverso il sistema informatico sGate, che verifica se i candidati abbiano o meno diritto all’acquisizione del bonus.

Il beneficio consiste in una riduzione in bolletta sul prezzo di gas e luce, ma solo per quanto concerne le energie distribuite dalla rete nazionale, e non quindi su GPL o gas in bombola.

Una volta approvata, l’agevolazione ha una durata di 12 mesi, e inizia a decorrere dal secondo giorno del mese successivo a quello della stipula. Un mese prima della scadenza annuale, il cittadino che ritene di possedere ancora i requisiti per beneficiare del bonus può chiederne il rinnovo presso gli uffici di competenza che vedremo a breve.

L’applicazione del bonus avviene dalla prima fattura utile, successiva a quella di approvazione dell’agevolazione da parte della società o ente distributore di energia. Gli aventi diritto troveranno quindi in bolletta la specifica dicitura: “La sua fornitura è ammessa alla compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale (cosiddetto bonus sociale gas) ai sensi del decreto-legge n. 185/08. La richiesta di rinnovo deve essere effettuata entro mese/anno”.

Il bonus gas nello specifico può essere richiesto anche da chi usufruisce di sistemi di riscaldamento centralizzato, specificando questo aspetto in fase di domanda. Se nel corso dell’annualità del bonus si passerà invece da un sistema autonomo ad uno centralizzato sarà necessario riformulare nuovamente la domanda.

Bonus energia 2018: quanto si risparmia?

Premesso che il bonus luce e gas sono tra loro cumulabili, il risparmio effettivo dato dalle due agevolazioni è pari al 15% dell’importo energetico totale annuo, al netto delle imposte. Il calcolo dell’importo è possibile attraverso l’apposito sportello online del sito dell’AREA (Autorità di Regolamentazione Energie Reti e Ambienti).

Il valore del risparmio si differenzia in base alle diverse tipologie di beneficiari:

  • per utilizzo del gas (cottura cibi e riscaldamento acqua calda, solo riscaldamento, oppure, cottura cibi, acqua calda e riscaldamento insieme);
  • per numero di persone residenti nella stessa abitazione;
  • per zona climatica di residenza.

Quest’ultimo aspetto, in particolare, tiene conto delle temperature alle quali sono soggetti cittadini residenti in luoghi con caratteristiche ambientali differenti.

Le zone climatiche sono divise per Comuni in fasce che vanno dalla “A” alla “F”, consultabili sul sito www.bonusenergia.anci.it e al numero verde 800.166.654.

Riduzione luce e gas in bolletta: dove richiederle

Le richieste possono essere presentate presso il proprio Comune di residenza o gli uffici del CAF. Per farlo è necessario compilare la relativa modulistica e ricordarsi di portare con sé:

  • documento di identità valido;
  • eventuale delega (se la domanda è presentata da un delegato e non dall’intestatario della fornitura);
  • attestazione ISEE in corso di validità;
  • allegato CF con i componenti del nucleo ISEE;
  • allegato FN per riconoscimento in caso di “Famiglia numerosa”, se l’ISEE è superiore a 8.107,5 euro ma inferiore 20.000.

È inoltre necessario avere con sé i dati dell’intestatario del contratto di fornitura energetica (qualora il richiedente si presentasse con delega), la potenza della fornitura e il codice POD identificativo della propria utenza. Quest’ultimo è facilmente reperibile in una comune bolletta, costituito da una sequenza di lettere e numeri che inizia con “IT”.

È bene inoltre sapere che è possibile sporgere reclamo in caso di mancato riconoscimento dei diritto al bonus gas o luce presso le sede dello Sportello del Consumatore. Qui tutti i riferimenti utili.

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