Bonus sociale energia 2020: quali sono e come richiederli

Bonus sociali luce e gas

Ecobonus luce e gas 2020, bonus ristrutturazione facciate e classe energetica, bonus elettrodomestici: quali sono, a chi spettano e come richiedere i nuovi bonus sociali energia 2020, contributi per famiglie in difficoltà o che investono per migliorare le prestazioni energetiche della propria abitazione.


I bonus casa rappresentano una delle voci principali nella nuova Legge di Bilancio 2020. Un documento aggiornato annualmente che prevede, tra le altre cose, sgravi fiscali, incentivi e bonus per le famiglie.

Nel testo di legge sono inoltre presenti voci relative ad altre agevolazioni, come il bonus bebè, bonus asilo nido, la carta bimbi, assegni famigliari, reddito di cittadinanza, bonus libri e esenzione del canone RAI.

In questo articolo ci concentriamo sui bonus relativi al tema energia che, rispetto agli anni scorsi, prevedono per il 2020 qualche novità. Sono infatti stati inseriti nel nuovo testo di legge nuovi contributi, come l’ecobonus previsto dal cosiddetto Decreto Crescita 2020, con nuovi ed interessanti sconti per ammodernamenti strutturali di abitazioni finalizzati al risparmio energetico.

Ecobonus 2020: sconto per ristrutturazioni

Come detto, si tratta di un incentivo per la realizzazione di lavori di ammodernamento per l’acquisizione di migliori prestazioni energetiche della propria abitazione. Grazie a questo bonus è possibile beneficiare subito di uno sconto dal 65% al 50% su lavori di ristrutturazione edile.

Lo sconto è riservato a interventi che comportano migliorie dal punto di vista delle prestazioni energetiche, come:

  • sostituzione vecchi infissi con nuove tecnologie a taglio termico;
  • realizzazione di cappotto esterno per abitazioni singole o condomini;
  • installazione di dispositivi di domotica e altri automatismi;
  • realizzazione di impianti di riscaldamento a pavimento o sostituzione di rifiniture con nuovi materiali più performanti;
  • sostituzione vecchie caldaie con nuovi dispositivi a condensazione.

Tra le novità 2019/2020 vi è la possibilità di beneficiare dell’ecobonus anche per l’installazione di zanzariere e l’inserimento del cosiddetto Sismabonus, utile alla copertura di spese per l’installazione di dispositivi antisismici o ammodernamento strutturale.

Per beneficiare dello sconto è necessario effettuare il pagamento mediante bonifico bancario ed allegare la documentazione richiesta al modello per la richiesta di Ecobonus da presentare presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus elettrodomestici 2020: chi può richiederli

Si tratta di detrazioni fiscali fino al 65% per chi acquista nuovi elettrodomestici, di classe superiore ai vecchi, a seguito di lavori di ristrutturazione edile.

Il bonus elettrodomestici comprende l’acquisto di frigoriferi, lavastoviglie, forni elettrici, lavatrici, asciugatrici, congelatori, piastre a induzione. Sono inoltre da includere dispositivi per il riscaldamento dell’acqua domestica, per la ventilazione e la climatizzazione degli ambienti.

È inoltre interessante sapere che il bonus elettrodomestici può essere esteso anche a complementi d’arredo, con un ulteriore sconto del 50%. Il tetto massimo di spesa per l’acquisto di arredi o nuovi elettrodomestici è di 10.000€, da aggiungere ai 96.000€ necessari per lavori di ristrutturazione ordinaria o straordinaria.

L’importo complessivo sarà ripartito in 10 rate sulla propria dichiarazione dei redditi, a partire dall’anno in cui si sostiene la spesa. Il termine ultimo per richiedere il bonus elettrodomestici 2020 è il 31 Gennaio 2020, e possono beneficiarne:

  • proprietari dell’immobile;
  • usufruttuari dello stesso;
  • titolari di nuda proprietà;
  • intestatari di contratti di comodato d’uso gratuito;
  • soci di cooperative;
  • imprenditori;
  • società semplice.

Bonus sociale luce e gas 2020 per famiglie a basso reddito

I bonus sociali luce e gas sono aiuti previsti per famiglie a basso reddito o in difficoltà (con presenza, per esempio, di individuo con disagio fisico all’interno del nucleo famigliare), che prevedono sconti in bolletta e agevolazioni anche sul pagamento di acqua, TARI e canone telefonico.

Bonus Luce 2020

Il bonus energia elettrica è uno sconto di compensazione applicato in bolletta, di cui ha diritto il soggetto intestatario della fornitura utilizzata per uso domestico.

In caso di famiglia con a carico figli o genitori interessati disagio fisico o grave malattia il bonus prevede ulteriori aiuti in base alla situazione specifica del nucleo famigliare e alle necessità del singolo caso (come l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali, dispositivi per l’abbattimento di barriere architettoniche e simili).

Il semplice bonus luce, invece, offre una copertura minima di 132€ e massima di 194€, in base al numero di componenti della famiglia.

Bonus Gas 2020

Una riduzione sull’importo in bolletta riservata a famiglie a basso reddito o numerose. Per richiederlo è necessario presentare il proprio ISEE, in cui saranno presenti specifiche relative al reddito annuo e al numero di componenti del nucleo famigliare del richiedente.

Il bonus gas deve essere richiesto dall’intestatario del contratto di fornitura, in quanto la riduzione è riconosciuta direttamente in bolletta. Per i clienti indiretti, che utilizzano un impianto condominiale centralizzato, il beneficio prevede un’unica soluzione a favore del beneficiario effettuata mediante bonifico bancario.

Il bonus è riservato a individui con un introito annuale inferiore a 8.000€, o maggiore in caso di famiglia numerosa.

Se hai bisogno di maggiori informazioni sui bonus luce e gas o desideri un consiglio sull’offerta energetica più in linea con i tuoi consumi compila il form qui in basso e inviaci un messaggio. Risponderemo a breve!

Bollette seconda casa: la sospensione temporanea dell’utenza è possibile?

bollette seconde case

Perché, a confronto, le bollette di seconde casa sono spesso più alte? C’è differenza tra bolletta della luce e del gas sulle seconde case? È possibile sospendere temporaneamente le utenze energetiche delle seconde case per risparmiare? A queste, e tante altre domande, rispondiamo nell’articolo che segue.


Come per l’IMU e altre spese per la casa, quello delle utenze per seconde case in Italia è un costo sul quale si continua a discutere molto. Sono tantissimi i proprietari di seconde case al mare o in montagna che cercano il modo per risparmiare, informandosi in merito alla possibilità di sospendere temporaneamente la fornitura di energia, staccare i contatori o accedere ai bonus energia.

La realtà, però, non è così semplice. È d’obbligo sapere che esiste, innanzitutto, una differenza tra utenza luce e utenza gas sulle seconde case e che, nella scelta del gestore di energia più idoneo ai consumi di una casa vacanze è necessario stabilire priorità diverse rispetto a quelli della propria abitazione.

Utenza luce seconda casa: perché è più alta?

Per la fornitura di energia elettrica le tariffe sulle seconde case sono generalmente più alte. Non è qualcosa che dipende dai singoli gestori, ma dagli oneri di sistema stabiliti dall’Autorità per l’Energia.

Questi, infatti, vengono calcolati in quota energia per i residenti, cioè sulla base del consumo effettivo, mentre per i non residenti la tariffa si compone dell’unione tra quota energia e costo fisso.

Un dettaglio in grado di far lievitare la spesa finale in bolletta in modo sostanziale, anche a fronte di un consumo quasi nullo. La soluzione è quindi scegliere un gestore con un buon rapporto costo / kilowatt, ricordandosi di staccare il contatore quando la casa non è vissuta.

Utenza gas seconda casa: quale differenza?

Per il gas, invece, non esiste distinzione tra le utenze di prima e seconda casa. La tariffazione del gas avviene infatti su base geografica, in funzione delle 6 fasce climatiche secondo le quali è suddivisa la penisola italiana.

Ciò significa che l’importo in bolletta è calcolato a consumo effettivo sia che il proprietario risulti residente o meno nell’abitazione.

Tuttavia, è sempre bene ricordare di chiudere il gas nelle abitazioni lasciate incustodite, come le case vacanza, appunto, al fine di scongiurare il pericolo di fughe o dispersioni di gas.

Sospensione temporanea dell’utenza: è possibile?

Nonostante se ne faccia un gran parlare, è necessario ribadire che non è possibile sospendere temporaneamente la fornitura di energia nelle seconde case. L’unica strada possibile sarebbe quella di staccare di volta in volta la fornitura di energia nell’abitazione, con conseguente disagio da parte del proprietario che sarebbe costretto, di volta in volta, a riattivarla all’abbisogna, addossandosi i costi di riattivazione.

Un aspetto, naturalmente, sconveniente anche dal punto di vista economico, a fronte delle tariffe obbligatorie previste per il riallaccio dell’utenza.

Allo stesso modo, non è possibile beneficiare del bonus energia per le seconde case, che valgono solo per titolari di prime case in difficoltà economica e che, quindi, si presuppone, non possano permettersi un secondo immobile.

In linea di massima, le attuali disposizioni in merito al costo di distribuzione dell’energia, favoriscono gli utenti con un consumo abituale e costante. Una regola che vale per le prime e per le seconde case, e che penalizza la tariffazione ibrida a canone fisso per utenze con consumi bassi o pari a zero. Unica soluzione è quella di sfruttare al massimo la seconda casa, magari affittandola per brevi periodi durante i mesi di inattività.

È infine d’obbligo ricordare che il canone RAI non è previsto nelle bollette di seconde case, indipendentemente dall’utilizzo di apparecchi televisivi o meno.


Hai bisogno di maggiori informazioni in merito a questo argomento? Scrivici senza impegno compilando il form qui in basso!

Costi nascosti nei contratti energia: quali sono e dove cercarli

Quando si sottoscrive una nuova offerta energetica solitamente ci si basa sul prezzo. Un aspetto che molti gestori sfruttano a proprio vantaggio, dichiarando un prezzo più basso a fronte di costi nascosti e servizi post vendita a pagamento. Come evitare queste trappole e capire se un’offerta energetica è davvero conveniente per te?

Cercando su internet è possibile imbattersi in centinaia di testimonianze di utenti che, credendo di sottoscrivere offerte energetiche economiche e vantaggiose, si sono poi ritrovate a pagare più di quanto credessero o a dover pagare per assistenza o altri servizi post vendita.

Nella quasi totalità delle recensioni è lampante come il principale fattore a trarre in inganno sia sempre lo stesso: il costo. Far apparire un prezzo “più basso” su comparatori online e offerte in rete non è difficile. Basta “nascondere” nel contratto altre voci di spesa che andranno a compensare ed a superare, la cifra che il venditore di energia intende raggiungere.

In un precedente articolo ti abbiamo già parlato di come scegliere un gestore di energia davvero conveniente per i tuoi consumi. Oggi ti sveliamo quali sono e come individuare i principali costi nascosti nei contratti energia.


Scegli un’offerta senza costi nascosti

Contratti energia con assistenza clienti a pagamento

È un’inconveniente in cui è facile incappare. Trovi una tariffa dal prezzo conveniente, firmi il contratto, qualche mese dopo hai un problema con il pagamento di una bolletta poco chiara, con un conguaglio o con la lettura del contatore e scopri l’inghippo: il servizio clienti del tuo nuovo gestore è a pagamento!

Ciò significa che per chiamare un operatore o richiedere assistenza da uno sportello fisico devi pagare una somma, stabilita dal gestore stesso.

Quello dell’energia non è un mondo semplice. Piccoli problemi, richiesta di informazioni, chiarimenti, comunicazioni sono situazioni frequenti, durante le quali un valido aiuto è qualcosa in grado di fare la differenza. Quando quest’ultimo è a pagamento tutto diventa più stressante.

Prendila comoda e scegli una tariffa con assistenza clienti gratuita inclusa nel tuo piano.


Scegli un’offerta senza costi nascosti

Prezzi senza IVA o costo componente dichiarati

È una situazione che si verifica principalmente con la sottoscrizione di contratti telefonici o porta a porta. Situazioni in cui il cliente non ha modo di leggere con calma le condizioni previste dal contratto, ma viene semplicemente spinto a firmare nel più breve tempo possibile.

Per questo, come Metamer abbiamo scelto di non effettuare vendita di contratti porta a porta o tramite offerte telefoniche, offrendo ai nostri clienti la possibilità di sceglierci in tutta libertà e fiducia.

Il prezzo di luce e gas è soggetto a voci di spesa uguali per tutti gli operatori, come il costo componente. Una tariffa senza costo componente dichiarato apparirà certamente più bassa di una dal costo componente incluso ma, a conti fatti, si tratta della stessa cifra! Stesso discorso per l’IVA.

Il consiglio è quindi quello di verificare sempre che IVA e costo componente siano inclusi nel prezzo dell’offerta che stai per sottoscrivere scegliendo, se possibile, un’offerta dal costo componente bloccato, cioè che non vari da bolletta a bolletta ma resti sempre del medesimo importo.


Contratti energia “tutto incluso”: fai attenzione ai conguagli

Le tariffe luce e gas “All Inclusive, o “Tutto Incluso”, sono offerte basate su un determinato consumo di energia a prezzo fisso mensile, comprensivo di IVA e imposte. Vengono proposte in pacchetti come small, large e extra-large, o con nomi diversi, in base al consumo massimo mensile permesso all’utente.

Possono sembrare offerte vantaggiose e per alcuni potrebbero esserlo davvero. Il problema è che spesso vengono proposte senza menzionare le differenze da pagare quando vengono superati i limiti di consumo previsti dal proprio pacchetto.

Conguagli presentati a fine anno come un vero e proprio benservito, che lasciano a bocca aperta chi riceve l’amara sorpresa.

“Riceviamo segnalazioni di utenti che, a fronte di promesse di costi annui pari a circa 1.200 euro, si sono trovati a pagare 3.000 euro. Offerte in cui i costi del gas raggiungono a fine anno anche il valore di 1 euro a metro cubo, contro prezzi medi di 0,75 centesimi”.

A spiegarlo è Paolo Tazzini, responsabile settore energia di Ferderconsumatori di Parma, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano.


Scegli un’offerta davvero trasparente

Scegliere un contratto conveniente, senza insidie e costi nascosti

Ecco qualche consiglio da ricordare quando valuti il passaggio ad un nuovo gestore di energia, per essere sicuro che il contratto non nasconda costi nascosti:

  • Fai attenzione che assistenza clienti e servizi post vendita siano sempre gratuiti;
  • Scegli un gestore che ti offra un’app o uno sportello online per gestire i tuoi consumi;
  • Scegli un gestore con un numero verde gratuito e gestito in Italia;
  • Cerca di capire se la tariffa offerta sia comprensiva di deposito cauzionale, costo componente e IVA;
  • Leggi sempre le condizioni di contratto di caso di recessione dello stesso o sottoscrizione di tariffe “tutto incluso”.

Se stai cercando un’offerta chiara e trasparente, che rispecchi tutte queste caratteristiche e molte di più, prova le offerte Metamer riservate ai consumi domestici, con deposito cauzionale incluso, costo componente bloccato per 2 anni e servizio clienti con app e numero verde sempre gratuito.

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Come leggere la bolletta: glossario e info utili

Ormai da anni, ARERA ha promosso un’iniziativa finalizzata a semplificare la comprensione delle bollette di luce e gas proponendo agli operatori del libero mercato di adottare uno stile simile per tutti. Vediamo allora come leggere la bolletta e dove trovare le diverse informazioni relative a importi, consumo energetico, dati fornitore e comunicazioni utili.

Quasi tutti gli operatori che operano nel libero mercato hanno da qualche anno scelto di adottare la cosiddetta “Bolletta 2.0”, una bolletta compilata come una tabella su una cornice grafica ben precisa, simile per tutti.

In questo modo è più semplice per i clienti trovare le informazioni in essa contenute, che si trovano oggi nella stessa posizione anche su bollette di operatori del settore diversi tra loro. Per migliorare maggiormente la qualità dei nostri servizi, venendo incontro alle principali esigenze della nostra clientela, come Metamer abbiamo inoltre messo a punto una “Guida alla lettura della bolletta” di luce e gas, che puoi scaricare gratuitamente dal nostro sito insieme al glossario con le principali diciture riportate in bolletta.

Come leggere la bolletta di luce e gas

Come puoi vedere in questa immagine, nella prima pagina si trovano le informazioni essenziali: dati dell’utenza [1], il nome e le caratteristiche della tua offerta [2] [3], importo da pagare [5]consumi [6] e data di scadenza [7].
Sempre in questa pagina puoi trovare una sezione con eventuali comunicazioni importanti inoltrate dall’azienda [9] e i canali per contattare il servizio clienti [10], da tenere sempre sott’occhio quando leggi la bolletta.

Ti interesserà sapere che, per maggiore trasparenza, nella fatturazione Metamer le indicazioni sui costi sono sempre inserite in modo chiaro nella prima pagina della bolletta.

Nella seconda pagina, invece, sono contenute in dettaglio le voci di spesa relative ai tuoi consumi, con un riepilogo dei costi [11], i consumi in dettaglio e la lettura contatore [12] e una comparazione dei tuoi consumi mese per mese [13], insieme a messaggi importanti circa bonus sociale e altri sgravi fiscali e codice POD (bolletta della luce) o PDR (bolletta del gas) della tua utenza.

Glossario bolletta: termini e info utili

Nel glossario scaricabile gratuitamente online puoi trovare informazioni utili circa la differenza tra mercato libero e maggior tutela, dettagli sulle modalità di pagamento e la fornitura di energia.

Sempre nel glossario, trovi spiegazioni semplici sulla lettura del contatore, la distribuzione ed il consumo di energia, la fatturazione ed il dettaglio delle varie voci di spesa che compongono la bolletta (costo componente, trasporto e simili).

App, Sportello online e bolletta elettronica: oltre il cartaceo c'è di più

Metamer ti offre la possibilità di usufruire di una serie di servizi utili a monitorare i tuoi consumi, comunicare con l’azienda e mantenere uno storico dei tuoi documenti in modo pratico e veloce, come:

  • App MyMetamer: l’app ufficiale Metamer disponibile per cellulari iOS e Android, per controllare comodamente sul tuo smartphone lo stato e lo storico dei tuoi pagamenti, inviare autoletture contatore e comunicare con l’azienda.
  • Sportello Sm@rt: uno sportello online in tutto e per tutto simile a quello fisico, per effettuare operazioni in pochi click.
  • Bolletta via mail: per ricevere in modo comodo e sicuro la tua bolletta direttamente via mail, evitando pericolosi ritardi e disservizi postali.

Associando la tua utenza alla domiciliazione bancaria, inoltre, puoi pagare le tue bollette in modo veloce, senza ritardi e senza lunghe file in banca o agli uffici postali. Tutto questo insieme agli incredibili vantaggi riservati ai clienti Metamer, come un numero verde gestito in Italia e la possibilità di beneficiare di offerte dal costo componente bloccato per uno o due anni.

Scopri ora le offerte Metamer riservate all’uso domestico, per dare alla tua casa più energia, nel modo più semplice e conveniente possibile.

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Che cos’è il “costo componente” e come bloccarlo in bolletta?

È tra le voci di spesa riportate in bolletta, che si aggiunge a quelle relative ai propri consumi. Ma è possibile scegliere un’offerta dal costo componente bloccato? E che cosa significa?

Leggi tutto in questo nuovo articolo del blog Metamer.

Insieme alle cosiddette “spese di trasporto e gestione del contatore” è una delle voci di spesa presenti in bolletta. Il costo componente, o “componente servizio di vendita”, altro non sono che le spese sostenute dal gestore per acquistare e rivendere energia al cliente finale.

Si tratta di una tariffa aggiornata semestralmente dall’ARERA (Autorità per l’Energia Reti e Ambiente) che varia in relazione al prezzo dell’energia sul mercato internazionale. Nei regimi di maggior tutela il costo non è direttamente gestito dal distributore di energia, cioè le aziende che operano nel mercato energetico, le quali lo “anticipano” per l’acquisto dell’energia da fornire ai propri utenti.

Nel mercato libero, invece, il prezzo della componente è fissata dal singolo venditore. Per questo motivo, passare al mercato libero rappresenta oggi un potenziale vantaggio per i tuoi consumi.

È possibile bloccare il costo della componente energetica scegliendo un’offerta che preveda questa opzione. Ciò non significa cancellarlo dalle spese vive della bolletta (come alcuni gestori cercano di far credere) ma di garantirsi che sia del medesimo importo in ogni bolletta, ad un prezzo più conveniente rispetto agli standard di mercato.

Costo componente energia: in dettaglio

La componente del servizio di vendita si divide essenzialmente in due principali voci di spesaquota fissa e quota energia.

La quota fissa comprende oneri di gestione come “commercializzazione” e “dispacciamento”, che vedremo meglio in seguito.

La quota energia comprende, invece:

  • il prezzo dell’energia (PE): il costo “vivo” dell’energia consumata dal cliente in funzione dei KW/ora, con relative scontistiche in base al proprio piano tariffario;
  • il dispacciamento (PD): cioè le spese relative alla distribuzione e gestione di energia su tutto il territorio nazionale;
  • la componente di perequazione: presente solo nelle bollette degli utenti ancora in regime di maggior tutela.

Costo componente: più vantaggi nel mercato libero

Come abbiamo visto in passato esistono numerosi vantaggi per chi sceglie di passare al mercato libero rispetto al regime di maggior tutela.

Uno di questo è appunto avere l’opportunità di scegliere una nuova offerta energetica dal costo componente bloccato per uno o due anni, e di sottoscriverla in un momento in cui l’andamento di mercato del prezzo energia è particolarmente conveniente.

Se vuoi saperne di più compila il form qui in basso per richiedere maggiori informazioni su come risparmiare in bolletta rispetto al tuo attuale piano tariffario.

Per un’energia più semplice, alla portata di tutti.

Scrivici per comparare la tua attuale tariffa con un’offerta dal costo componente bloccato

Accensione termosifoni: 10 consigli per risparmiare

risparmiare termosifoni

Dal 23 Settembre il Governo Italiano ha dato il nuovo via libera all’accensione dei termosifoni 2019. Una stagione iniziata in ritardo, grazie alle temperature piuttosto miti diffuse fino all’inizio di Novembre in tutta la penisola.

Un’estate di San Martino, sembra, prossima a finire. Vediamo allora qualche buona pratica per risparmiare sulla bolletta sull’accensione del riscaldamento.

Tornano a rimettersi in moto termosifoni, convettori e stufette. Il decreto governativo che anche quest’anno ha dato il via alla riaccensione del riscaldamento è ufficialmente in vigore dal 23 Settembre scorso e lo sarà fino al prossimo 15 Aprile 2020.

Il giorno di accensione dei termosifoni è regolamentato dalle diverse fasce climatiche all’interno delle quali sono inserite tutte le provincie italiane. Per questo, l’accensione potrebbe variare anche nel caso di città non troppo distanti tra loro e all’interno dello stesso territorio.

Un esempio è il caso dell’Abruzzo, dove l’accensione dei termosifoni a Pescara è prevista per il 1° di Novembre, mentre a L’Aquila già dal 15 Ottobre.

Dal momento che termosifoni e altri dispositivi per il riscaldamento rappresentano una tra le voci di spesa più incidenti in bolletta, prima di avviarli sarebbe opportuno eseguire una piccola manutenzione e rispettare alcune buone abitudini elementari, per far si che funzionino al meglio.

Come per il frigorifero e altri elettrodomestici, infatti, anche i termosifoni, se opportunamente manutenuti, “lavorano” meglio, riducendo i consumi e i costi.

Scorri questa breve lista di 10 consigli per risparmiare sul riscaldamento, per scoprire se stai utilizzando al meglio i tuoi termosifoni.

1. Effettuare annualmente la manutenzione dell’impianto

Oltre ad essere obbligatorio per legge effettuare una ciclica manutenzione dell’impianto caldaia garantisce la sicurezza di tutta la famiglia.

Una pratica utile soprattutto per i termosifoni, che con una caldaia pulita e performante funzionano meglio, e quindi senza sprechi di potenza, calore e denaro.

2. Spurgo radiatori: eseguilo prima di riaccenderli

Eseguire lo spurgo dei termosifoni è semplicissimo: gira la valvolina del termosifone sul lato opposto rispetto a quella per regolare la temperatura. Assicurati di posizionare un recipiente sotto di essa per raccogliere l’acqua che fuoriuscirà e, una volta aperta, lascia uscire l’aria accumulata nel mesi di stop fino all’arrivo dell’acqua.

L’aria nei termosifoni contrasta il passaggio dell’acqua calda, riducendo il potenziale del calorifero e incidendo sui costi.

3. Installare pannelli riflettenti dietro i termosifoni

È un piccolo “trucco”, ma molto efficace. Applicare pannelli riflettenti tra il termosifone e il muro permette una migliore proiezione del calore, che viene disperso nell’ambiente invece di essere assorbito dalle pareti.

4. Isolare porte e infissi

Paraspifferi, tende, mastici o siliconi tra vetri e infissi isolano l’abitazione dai “punti deboli” verso l’esterno, consentendo un risparmio fino al 10% sulla spesa del riscaldamento.

Basta infatti posizionare la mano durante le giornate più fredde davanti al vetro di una finestra, anche opportunamente isolata, per rendersi conto di una variazione di temperatura di qualche grado.

5. Termosifoni: accensione prolungata o “concentrata”

È meglio tenere accesi i termosifoni per più ore a bassa temperatura o accenderli per poco tempo al massimo?

La risposta corretta è senza dubbio la prima. Numerosi studi hanno infatti dimostrato che l’accensione dell’impianto di riscaldamento in maniera costante per più ore al giorno (con una temperatura attorno ai 20°) è molto meno dispendioso che accenderli a temperature maggiori e per poche ore, quando magari si torna a casa.

L’ideale è inoltre spegnerli nelle ore notturne e quando non si è nell’abitazione, se possibile programmandone l’accensione mediante timer un’ora prima della sveglia o di rientrare.

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6. Lascia circolare il calore

Mai posizionare mobili o altri arredi di fronte o troppo vicino ai termosifoni. Per lo stesso motivo, è assolutamente sconsigliata la pratica di mettere ad asciugare sui caloriferi panni appena lavati o strofinacci.

In questo modo costringerai il dispositivo ad “impegnarsi di più” per mantenere la temperatura impostata, con conseguente incremento dei costi in bolletta.

7. Installa cronotermostati e valvole termostatiche

Si tratta di dispositivi che permettono un risparmio fino al 15% in bolletta (vale a dire 7 euro e 50 centesimi su una bolletta da 50 euro): decisamente da non sottovalutare.

Ne esisto moltissime tipologie in commercio, dai più tradizionali a quelli più futuristici, regolabili tramite smartphone. Chiedi un consiglio al tuo idraulico / elettricista o scrivici tra i commenti a questo articolo per individuare quello che fa per te 😉

8. Rispetta gli orari per l’accensione dei termosifoni

Gli orari per l’accensione dei termosifoni nel 2018 in Italia varia di regione in regione a seconda della classificazione delle sei zone climatiche.

Orientativamente però, l’accensione è permessa dalle 05:00 del mattino fino alle ore 23:00. Se per il riscaldamento di casa o ufficio disponi di di convettori o altri dispositivi elettrici ricorda di avviarli nelle fasce orarie più economiche, a meno che la tua offerta energetica non preveda una tariffa monoraria.

9. Pulire con regolarità i termosifoni

L’azione dell’aria calda disperde acari e polvere nella stanza. Un termosifone eccessivamente sporco è dannoso per la salute di chi vive nell’ambiente in cui è installato. Procurati una spazzola per termosifoni e spolverali con regolarità: il tuo fisico te ne sarà grato!

10. Controlla sempre il grado di umidità

L’effetto dei termosifoni tende a seccare eccessivamente l’aria. Un problema che può determinare mal di testa, sinusite e l’insorgere di altri problemi. Per questo è molto importante posizionare sempre umidificatori e vaschette su di essi, in modo da regolare l’umidità dell’ambiente.

Se lo preferisci, puoi sciogliere nella stessa acqua oli essenziali, per profumare gli ambienti e godere di un po’ di rilassante aromaterapia a costo zero!

Buon inverno a tutti, da Metamer!


Torna l’ora legale: oltre il risparmio c’è di più

Con ritorno dell’ora legale, tra qualche giorno (precisamente la notte tra il 24 e il 25 marzo) torneremo a muovere le lancette un’ora avanti, e quindi a dormire un’ora in meno.

Una convenzione, quella del cambio ora, introdotta in Italia all’inizio del ‘900, poi abolita, ripristinata e modificata varie volte, fino al 1996, quando fu stabilito in tutta Europa che la sua durata sarebbe stata dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.

Ogni anno, il ritorno dell’ora legale crea sempre un po’ di scompiglio nel ricordare a tutti se spostare le lancette avanti o indietro, ma soprattutto per via di quell’ora di sonno in meno che, soprattutto nei primi giorni, incide molto su fisico, livello di attenzione e umore. Per questo motivo da qualche tempo scienziati e altri studiosi provenienti da tutta Europa sono concordi nel richiederne nuovamente l’abolizione.

Una proposta molto discussa, che grava in special modo sul grande risparmio in termini economici, di energia e di emissioni, permesso ogni anno dal ritorno dell’ora legale. Già, perché il cambio ora è una teoria avanzata proprio per questo scopo, per altro dalle origini molto antiche.

Fu infatti niente di meno che il grande patriota americano Benjamin Franklin nel lontano 1700 il primo a teorizzarne l’utilità, in un’epoca in cui la produzione industriale era ancora agli inizi. Franklin per primo comprese quanto un semplice spostamento di lancette fosse sufficiente a garantire un enorme risparmio energetico per le imprese del tempo, tra l’altro molto più impattanti rispetto ad oggi.

Ma quanto si risparmia con l’ora legale? L’ora legale fa male alla salute? È, soprattutto, è oggi utile come ieri?

A tutte queste domande risponderemo nei prossimi paragrafi.

Ora legale: il risparmio energetico esiste (ma è minore rispetto al passato)

Secondo i dati di Ternasocietà che gestisce il Servizio Elettrico Nazionale, dal 26 marzo al 29 ottobre 2017 con l’ora legale l’Italia ha risparmiato complessivamente 567 milioni di kilowatt ora. Un risparmio di 320mila tonnellate in meno di emissioni di CO2, che in termini economici si traduce in 110 milioni di euro rimaste nelle tasche di contribuenti e amministrazioni pubbliche.

Numeri di certo considerevoli, ma in netto calo rispetto al passato. Nonostante dal 2004, anno in cui ENEL cedette la gestione del Servizio Elettrico a Terna, il risparmio complessivo stimato per l’Italia sia stato di 1 miliardo e 435 milioni di euro, è necessario evidenziare come, negli ultimi anni, i dati abbiano registrato una certa caduta, dovuta essenzialmente ad uno specifico fattore: l’aria condizionata.

L’uso intensivo durante i mesi più caldi di aria condizionata e sistemi di refrigerazione nei Paesi Occidentali hanno determinato un drastico innalzamento dei consumi nel periodo di tempo in cui, in passato, si registrava invece un certo risparmio degli stessi.

Uno studio della Environmental Science & Technology condotto dal Dipartimento di Scienze dell’atmosfera dell’Università di Wisconsin-Madison ha infatti evidenziato come i giorni più caldi dell’anno coincidano immancabilmente con quelli a maggiori emissioni. Secondo lo studio, per ogni grado centigrado in più il tasso di emissioni nell’atmosfera aumentano del 3,5%. Un dato che merita particolare attenzione in quanto per “emissioni” si intende naturalmente gas inquinanti, in grado di nuocere all’ambiente e alla salute delle persone.

L’aria condizionata rappresenta però oggi un comfort irrinunciabile per molte persone, e per questa ragione lo stesso studio non riesce ad ipotizzare una risoluzione del problema in grado di accontentare tutti.

Ma se l’aumento dei consumi in estate pregiudica in questo modo l’efficacia di una pratica come quella del cambio dell’ora, è ancora utile continuare a praticarla?

Alcuni medici e studiosi credono di no, e spiegano perché.

L'ora legale fa male? C'è chi torna a chiederne l'abolizione

Quella di abolire l’ora legale è una proposta avanza da diversi eurodeputati del Parlamento Europeo, in fede a numerosi pareri medici e scientifici, secondo i quali il cambio d’ora avrebbe pesanti ripercussioni sul fisico.

Stress, stanchezza, irritabilità e sonnolenza i sintomi più comuni, che in individui predisposti a ipertensionedisturbi psicofisici o cardiovascolari potrebbero indurre effetti dannosi.

Tra i sostenitori italiani di questa tesi figura il dottor Luigi Ferini – Strambi, neurologo dell’Università di Milano, che afferma come, oltre alle problematiche appena descritte, il cambio dell’ora aumenti la produzione di cortisolo e la pressione sanguinea, esponendo soggetti predisposti a maggiore rischio infarto. Questo perché, tra le altre cose, il cambio dell’ora avviene a ridosso della Primavera, periodo molto intenso per il nostro fisico, impegnato a riassestarsi dopo i lunghi mesi invernali.

Com’è facilmente intuibile l’argomento è molto complesso, e necessita di studi approfonditi che molti dipartimenti accademici stanno ancora conducendo. Non è comunque da escludere che nei prossimi anni l’abolizione dell’ora legale diventi effettivamente una realtà.

Risparmio con l'ora legale: chi ci guadagna?

Per maggiore comprensione è doveroso riportare una recente dichiarazione di Simone Molteni, direttore di LifeGate. Secondo Molteni attualmente il risparmio economico dettato dall’ora legale riguarderebbe più i cittadini che le aziende. Queste ultime infatti, a causa dell’intensificazione dei consumi causate dalle moderne tecnologie, non riscontrerebbero particolari benefici dal cambio d’ora.

Un risparmio in bolletta quindi più utile agli utenti di utenze domestiche, che grazie all’ora legale hanno ancora la possibilità di minimizzare gli effetti di ciò che realmente incide sui consumi.

Al di là dell’aspetto meramente economico è però doveroso riflettere anche su nuove strategie da applicare per la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

Per cittadini e aziende un primo passo in questo senso è rappresentato dalla riconversione energetica, fruibile anche grazie a contributi per le imprese e finanziamenti pubblici.

Strategie utili a garantire minori emissioni, e quindi più salute e risparmio in bolletta.

In attesa di futuri sviluppi sul tema dell’ora legale in grado, si spera, di accontentare tutti, non ci resta che riposizionare le lancette e cercare, almeno per quest’anno di far fronte al cambio d’ora con un po’ di sano ottimismo.

Buona primavera, da Metamer!