Switch On: la lampada innovativa che ha conquistato la giuria del concorso Design Abruzzo.

Quattro studentesse di architettura sono le vincitrici del premio Design Abruzzo con l’innovativa lampada Switch On, un dispositivo che interagisce con chi lo aziona in maniera nuova ed elegante.

Quattro giovani studentesse, una sola passione in comune: quella per il design l’illuminotecnica. Sono tra le vincitrici del premio Design Abruzzo 2017 con Switch On, un’innovativa lampada LED che è possibile accendere e regolare mediante contatto fisico.

Concetta Conte, Gaia Ilariucci, Chiara Mastrolonardo e Serena Pizzuto si sono conosciute in aula nel 2016, frequentando un master in Lighting Design presso l’università La Sapienza di Roma. Determinazione, amicizia, desiderio di lavorare insieme ad un’idea condivisa in grado di portare freschezza e innovazione nel settore del design per interni.

Nasce cos“ il progetto Switch On e il riconoscimento appena raggiunto ne conferma acume e singolarità. Le autrici del progetto si sono dette soddisfatte e mirano ora a nuove proposte. Il successo del loro prodotto sta facendo il giro del web in numerosi articoli.

I giovani talenti italiani si riconfermano protagonisti delle eccellenze del nostro Paese. Sperimentatori audaci, che con l’aiuto delle istituzioni sono in grado di produrre idee in linea con le esigenze di mercato, in perpetuo equilibrio, come in questo caso, tra design e tecnologia.

Abbiamo scritto a Serena, tra le quattro progettiste di Switch On, per chiedere a lei e alle sue colleghe di raccontarci com’è nato il loro progetto e quanto effettivamente sia importante investire sulle giovani idee.

1. Quando nasce il progetto Switch On?

Il progetto nasce tra le aule del Master in Lighting Design dell’Università La Sapienza di Roma, ed è durante il Workshop dedicato agli apparecchi di illuminazione che la nostra lampada ha preso “luce”.

2. Qual è stato il concept alla base dell’opera?

La lampada nasce dall’idea di voler accorciare la distanza tra l’apparecchio di illuminazione ed il fruitore dell’ambiente nel quale essa si trova. Il nome stesso richiama il concept basato sul concetto di accensione, funzione solitamente affidata all’interruttore, ma che in Switch On avviene, invece, direttamente attraverso un contatto fisico con la lampada. Con un semplice tocco, Switch On può essere accesa con la possibilità di direzionare la luce verso l’alto o verso il basso.

3. Quali sono le caratteristiche della lampada?

Si tratta di un’applique a parete che si configura come una lama, che permette l’orientamento del fascio luminoso verso l’alto e verso il basso. La parte centrale del corpo con il suo design compatto e minimale accoglie il cuore dell’elettronica.

Switch On è un oggetto di design altamente personalizzabile sia in termini di materiali, sia in termini di configurazioni; può essere scelta come elemento singolo, in cui la sua conformazione slanciata spiccherà sulla parete alla quale verrà fissata, oppure come modulo da tre elementi accorpati. I diversi materiali previsti per la sua finitura le conferiscono un carattere originale ed elegante. Infine, Switch On può essere installata sia in verticale che in orizzontale, a seconda del proprio gusto e dei contesti in cui venga inserita.

4. Quando e perchè avete deciso di sottoporlo a Design Abruzzo?

L’idea di proporre Switch On al concorso ci è stata suggerita dai professori del Master in Lighting Design, che avevano intuito le forti potenzialità del progetto. Due componenti del nostro team hanno studiato a Pescara, dove ha sede il Premio Design Abruzzo. Abbiamo accettato la sfida, ovvero il nostro primo confronto con altri professionisti del settore del lighting, e direi che lo abbiamo superato con successo.

5. Quali erano gli obiettivi primari del progetto?

La creazione di una lampada da interni da poter utilizzare sia singolarmente che come modulo per composizioni più articolate ed ampie; inoltre, la creazione di una lampada che sfruttasse al pieno le potenzialità della tecnologia Led e che fosse composta da materiali completamente riciclabili ed ecocompatibili.

6. Quali sono state le motivazioni che hanno determinato l’assegnazione del premio da parte della giuria?

Switch On è stato considerato un prodotto innovativo non tanto per la sua forma ma soprattutto per il concept che sta alla base di tutto il progetto, e cioè come dicevamo prima l’interazione diretta tra apparecchio di illuminazione e fruitore. E’ stata apprezzata la semplicità del design, cosa che ne renderebbe possibile la produzione industriale e la vendita commerciale ad un prezzo di mercato vantaggioso. Infine, quello che è stato considerato il punto di forza maggiore nel nostro progetto, e ciò che ha spostato l’ago della bilancia in nostro favore, è stata la modularità della lampada, grazie alla quale le configurazioni possibili sono davvero ampie.

7. In fede a quanto dici, avete ora nuove idee per proporre Switch On sotto un punto di vista commerciale, anche in forza al riconoscimento appena raggiunto?

Tutte noi saremmo davvero felici di poter presentare il nostro apparecchio sul mercato, motivo per cui abbiamo già apportato alcune migliorie al progetto tra cui la riduzione delle dimensioni del box elettrico dell’apparecchio e lo “snellimento” dell’aggancio a parete. Siamo rimaste in contatto con l’Università, poichè già durante il master ci è stata prospettata la possibilità di esporre Switch On all’interno di una nota galleria di design romana, ma per adesso non possiamo dire di più.

8. Quanto è difficile affermarsi come “giovane talento” nel nostro Paese?

Non è di certo un momento semplice quello che stiamo vivendo in Italia, le opportunità molto spesso scarseggiano, di talenti ce ne sono, ma non è facile ed immediato raggiungere gli obiettivi. Tuttavia la nostra generazione ha imparato ad assaporare ogni piccola vittoria, cosciente degli sforzi fatti per conquistarla. Quando arrivano queste soddisfazioni, anche se a piccole dosi, ci ricordiamo di quanto sia bello quello che facciamo, di quanto la gente lo apprezzi. Tutto questo è per noi uno stimolo e quando c’è stimolo le passioni non si spengono. Il nostro augurio è che questi stimoli aumentino sempre di più, perché è cosi che si alza la qualità del lavoro che facciamo.

9. Avete nuovi progetti in cantiere?

Viviamo in città diverse, al momento stiamo ancora cercando ognuna la propria strada. Questi studi ci hanno permesso di arricchire il nostro bagaglio e conferire un valore aggiunto a quella che è la nostra professione di architetto. Ma a quanto pare lavorare insieme ci ha portato fortuna quindi non escludiamo altre collaborazioni in futuro.

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