Storia e ricetta delle ferratelle abruzzesi

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Pizzelle, ferratelle, cancellate, neole, nevole o nivole: chiamate in tanti modi ma in qualche modo rappresentativo di una sola, unica, regione.

Quella delle ferratelle (per il resto dell’articolo le chiameremo così per convenzione, non ce ne voglia nessuno) è una tra le più apprezzate e note ricette tipiche abruzzesi. Al di là del nome, la loro preparazione prevede numerose varianti, a seconda del paese o la zona di provenienza.

Tra queste troviamo, ad esempio, quelle di Pescocostanzo, piccolo comune montano dell’aquilano, la cui ricetta prevede l’uso della cannella, che rende per questo le ferratelle di colore ambrato, e dal sapore più speziato rispetto alle altre varianti. Alcune ricette le vogliono invece più “crude”, per essere facilmente arrotolate e farcite con marmellata o crema al cioccolato. E sarà forse perché, in fondo, siamo un popolo di romanticoni, ma la più gettonata resta quella a forma di cuore, magari con una spolverata di zucchero a velo per addolcire ulteriormente il tutto.

Sostanzialmente però, in Abruzzo, siamo soliti distinguere le ferratelle in due principali tipologie:

  • Le pizzelle rigide, più croccanti perché cucinate mediante una ricetta che prevede meno impiego di lievito e uova.
  • Le pizzelle morbide, più “alte” e simili agli ormai celebri waffles, con cui spesso, non a caso, vengono confuse.

Oltre alle quantità di ingredienti e alle modalità di preparazione, la vera differenza tra le due tipologie di ricette risiede nella piastra, detta “ferro”, utilizzato per cucinarle.

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Pizzelle abruzzesi: un po’ di storia

Numerose fonti vogliono che l’origine del più celebre dolce abruzzese risalga addirittura al tempo dei romani, quando era in uso preparare il Crustulum, un biscotto molto simile alla moderna ferratella, per celebrare occasioni speciali.

Nel ‘700, i ferri per la preparazione delle ferratelle venivano personalizzati da fabbri e artigiani, che oltre al decoro a “cancello” (da cui, appunto, il nome “cancellate”) usavano inserire su richiesta le iniziali del committente del lavoro. In questo modo, le pizzelle una volta realizzate potevano vantare una sorta di marchio di fabbrica, e i ferri essere rintracciati con facilità, dal momento che era molto comune prestarli a famiglie amiche.

Al tempo, il ferro in questione era considerato un oggetto di valore al pari del corredo nuziale, tanto da essere sovente inserito tra gli oggetti portati in dote dalla sposa al momento del matrimonio.

I vecchi ferri, a differenza di quegli odierni, prevedevano un’apertura “a forbice”, in quanto venivano utilizzati nel camino, e questo sistema permetteva di rilasciare la pizzella in maniera più agevole da chi aiutava la persona impegnata nella cottura.

L’estrema notorietà di questa ricetta ne permise negli anni la diffusione anche in molte zone del Molise (che fino agli anni ’60 era appunto parte della Regione Abruzzo) e nel basso Lazio.

Ferratelle abruzzesi: i “ferri” del mestiere

Sono notoriamente disponibili in negozi e negozietti di articoli per la casa o souvenir, e decorati con numerosi disegni, dai più semplici ai più complessi.

È ancora oggi possibile reperire ferri per pizzelle per la cottura a gas ma, per questioni di praticità, sono molto diffusi anche quelli elettrici.

La differenza tra piastre per waffle e quelle per pizzelle morbide sta nell’altezza: i primi infatti sono leggermente più profondi, in quanto la ricetta dei waffle prevede una ricrescita maggiore della cialda in fase di cottura. Quelli per ferratelle rigide sono invece molto sottili, ma anch’essi disponibili nella versione elettrica o per la fiamma viva.

I decori più comuni sono quelli per pizzelle a cuore, a ventaglio o a fiore, che suddividono cioè la piastra in 4 o 6 petali, ognuno costituito da una singola pizzella che verrà poi, all’occorrenza, facilmente staccata. Quest’ultimo decoro è molto utilizzato da chi preferisce farcire le ferratelle con confetture o creme, in quanto, una volta divise, le pizzelle si prestano facilmente ad essere impilate.

Ad ogni modo, se vi trovaste in dubbio su quale ferro acquistare, chiedete pure consiglio al venditore, a patto che sia abruzzese!

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Ricetta delle ferratelle abruzzesi

La preparazione delle ferratelle, sia croccanti che morbide, è un ricetta molto semplice, e forse anche per questo molto apprezzata.

Per l’impasto di quelle morbide occorrono:

  • 6 uova
  • 6 cucchiai di zucchero
  • Qualche goccia di succo di limone
  • 500g di farina
  • 50g di latte
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 50g di olio di semi

Per quelle rigide basterà aggiungere un cucchiaio di olio in più e un po’ più di farina, per rendere l’impasto leggermente più denso. Queste porzioni sono utili alla preparazione di circa 30 ferratelle.

Una volta preparato l’impasto è necessario lasciarlo riposare per il tempo necessario a far scaldare la piastra, ben unta con un po’ di olio d’oliva. La porzione utile per ogni ferratella è quella di un cucchiaio di impasto che, secondo la tradizione, deve restare in cottura il tempo necessario per recitare un “Ave Maria” da un lato, e un “Pater Noster” dall’altro (in caso di cottura a gas).

La preparazione di questo dolce era, non a caso, motivo di condivisione e convivialità delle donne nella tradizione popolare abruzzese, che coglievano l’occasione dettata dal momento per un quotidiano esercizio spirituale.

Naturalmente, le dosi preparazione appena illustrate sono soggette, come in ogni ricetta tradizionale, a molteplici varianti (con l’aggiunta facoltativa, per esempio, di vanillina, anice, cannella e grammature di ingredienti diverse da quelle illustrate). Questo poiché, essendo la ricetta molto diffusa, ogni famiglia ne custodisce gelosamente una migliore variante, in fede a quell’antica legge tanto cara alle nostre nonne che prevede “a uocchje” (cioè a propria discrezione) la scelta e il più corretto quantitativo degli ingredienti da impiegare.

L’estrema semplicità e versatilità della ricetta la rendono perfetta per sperimentarne la preparazione con farine diverse da quella “00”, come farina di canapa o l’autoctona farina di solina, e in versioni più moderne, in linea con i gusti più moderni. Potresti decidere infatti di provare a realizzare ferratelle senza latte o uova, oppure senza glutine, per intolleranti o semplicemente per farle più leggere.

In ogni caso: buona preparazione e… buon appetito!

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