Il pic nic anni 60-70

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Se, per associazione di idee, associate il termine “televisione” al “bianco e nero”, il “telegiornale” al “primo canale”. Se, per fare l’acqua frizzante, usavate la bustina con la polverina “magica” che vi pizzicava la punta della lingua. Se andavate a scuola con l’obbligatorio grembiule bianco o blu, e se quel primo giorno di scuola cadeva sempre il primo giorno di ottobre. Se vi ricordate del campionato di calcio di serie A spalmato su sole 30 giornate, giocate esclusivamente – cascasse il mondo! – la domenica pomeriggio tra le 14:30 e le 17. E se, infine, dopo la messa andavate all’oratorio, e con fare salmodiante intonavate il “ce l’ho, ce l’ho, mi manca!” Ebbene, se ricordate tutte queste cose, allora non ci sono dubbi! Siete nati nei rilassanti anni ‘60 e avete passato la vostra adolescenza nei turbolenti e creativi ’70!

Non ci piace essere nostalgici a tutti costi, ma a volte ci viene la voglia di chiederci dove siano finite alcune icone di una vita che, per quanto migliorata oggi sia, erano frammenti di felicità che oggi inducono più di un sospiro.

Eppure, talvolta, qualcosa ritorna! Di quei mitici decenni ’60 e ’70, riaffiorano alcuni riti ed oggetti, che oggi vivono una riscoperta, un nuovo “rinascimento” che induce a ben sperare! Tornano di moda i vecchi dischi in vinile, tornano i viaggi in treno per i giovani con il mitico inter-rail, tornano i …pic-nic!

Quei pranzi a sacco, fuori o dentro porta, al mare, in campagna, con o senza i genitori, i nonni, i cugini, i più affezionati e simpatici compagni di quartiere e di scuola.

Ricordate?

Si partiva abbastanza sul presto a bordo di Fiat 850 e 127, i più fortunati con 1500 e 124 che, disponendo di quattro portiere, consentivano di esporre il braccio fuori dal finestrino, con fare ammiccante da novelli James Dean o da sciupafemmine della domenica “stile Alain Delon”. Attrezzatura d’ordinanza: il plaid (o l’asciugamano più grande a disposizione), due bottiglie di birra a testa (per i grandi) di quella con la W davanti (Wunster? Wuhrer?), il pane, l’affettato, magari due uova sode. Le onnipresenti Coca o Pepsi per i ragazzi. La Fanta o l’aranciata esagerata per le bambine e i più piccini.

Se ti fermavi di fianco ad un campo d’angurie, la frutta era assicurata. Qualche piatto e bicchiere di plastica, un pallone Super Tele (quelli ricchi avevano il San Siro). La massima trasgressione era ascoltare l’Hit Parade di Lelio Luttazzi alla radio.

Certo, l’epoca dei pic-nic è oggi molto diversa dai tempi in cui i televisori andavano a valvole!

Oggi, ci si riveste! Esistono sul mercato kit per tutte le tasche e per tutte le necessità! Negozi di moda, di arredamento, di design, specializzati nell’outdoor mangereccio che fanno apparire i fortunati partecipanti di oggi a dei modelli fashion che farebbero morire d’invidia quelli usati da Manet per la sua celebre “Colazione sull’erba”.

Dalla generazione della “fila alla cabina con i gettoni in mano” a quella che vive “ai tempi dell’I-phone”, la voglia di stare insieme, all’aperto e in libertà, non si è spostata di una virgola. Cambiano i modelli delle auto, cambiano i modelli dei cellulari, ma una cosa non cambia mai, nella testa degli italiani! La loro voglia di concedersi una mini-vacanza, un piccolo grande lusso al quale non riesce a rinunciare proprio nessuno!

E cosa c’è di meglio di un giorno festivo in mezzo alla settimana per organizzarsi una fuga dalla città o dal solito tran-tran?

Pensate! Ancora qualche giorno, e avremo a disposizione non uno, ma due giorni infrasettimanali per organizzarci il più classico dei ponti, quello a cavallo tra il 25 aprile e il primo maggio!

E allora, che festa sia, per tutti, per quelli che si godranno le bellezze sparse in Abruzzo e Molise, le nostre regioni, o a chi ci verrà a trovare, per trascorrere nei tanti luoghi disponibili, belle giornate all’insegna della libertà, dell’allegria, della distrazione, per riprendere il giusto slancio e recuperare nuova energia prima degli impegni che ci attendono in primavera, scolastici e professionali.

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