“Rho, si sente male sul campo da gioco: salvato dal defibrillatore
“Boretto (RE): Giovane malato di cuore salvato con il defibrillatore
“Bergamo, consigliere regionale ha un infarto in palestra: salvato dal defibrillatore.”
“Grosseto: si sente male in palestra: il cuore smette di battere. Salvato dal defibrillatore.”
“Arresto cardiaco mentre nuota al Polisportivo, 65enne salvato dal defibrillatore
“Infarto in campo, arbitro salvato dal defibrillatore
“La nuova sfida di Ale, salvato dal defibrillatore

Con i termini di ricerca salvato dal defibrillatore, su Google, si ottengono 58.900 risultati in meno di mezzo secondo.

L’elenco di cui sopra è una parte del risultato che si ottiene affinando la ricerca al solo ultimo mese.

Una quantità di storie, vite, amori, progetti e sogni che avrebbero potuto interrompersi improvvisamente, se non fossero intervenuti quelli che oggi si chiamano BLSD Angels.

Penso al caso del piccolo Alessandro.

Un tredicenne del comune di Marano, in provincia di Napoli – che aveva il sogno di diventare come il suo idolo Lorenzo Insigne – colto da un malore durante una partita.

Alessandro improvvisamente è crollato a terra. Per fortuna sua, e dei suoi genitori, gli allenatori delle squadre sono intervenuti immediatamente, prima con le manovre di rianimazione e poi con un defibrillatore.

Il cuore di Alessandro è tornato a battere. Una volta arrivati i soccorsi, lo hanno portato in ospedale dove gli è stato diagnosticato un ispessimento del cuore.

Forse il piccolo Ale non potrà diventare come Insigne, ma è vivo.

E questo vale più di qualsiasi sogno.

Quella di Alessandro è una storia a lieto fine, ma occorre fare molto di più sul piano della prevenzione.

Ogni anno, in Italia, ci sono tra i 50 mila ed i 60 mila casi di arresto cardiaco improvviso.

L’arresto cardiaco è la prima causa di morte nel Mondo occidentale.

Nella maggior parte dei casi si tratta di persone giovani, in “perfetta” salute, ignare del problema da cui sono affette.

Un’infinità di studi clinici hanno dimostrato che, se si interviene nei primi minuti dell’arresto cardiaco, il cuore – pur essendo fermo – può essere “riattivato”.

Affinché ciò avvenga, però, è necessario che, nelle vicinanze della persona colpita da arresto cardiaco, ci sia qualcuno formato per intervenire e, possibilmente, un DAE.

Qualcuno che non sia necessariamente un medico, ma che abbia seguito un corso specifico. Per quanto rapidi siano i soccorsi, infatti, non riusciranno quasi mai ad intervenire nei primi fondamentali istanti.

Per questo motivo diventa decisivo l’intervento di un testimone sul posto, che sia stato addestrato alle pratiche di rianimazione cardiopolmonare e all’utilizzo del defibrillatore.

Da oggi, la sede Metamer di San Salvo, sita in Corso Garibaldi, 71, è ufficialmente un PAD (Public Access Defibrillation). E presto lo saranno tutte le nostre sedi. Tutto il personale Metamer della sede di San Salvo ha frequentato il corso BLS and AED presso la struttura ospedaliera del 118 di Chieti al fine di acquisire la qualifica di Soccorritore non sanitario abilitato alla pratica della BLS-D valido su tutto il territorio nazionale.

La Metamer ha fatto una scelta.

Una scelta… di Cuore.

Nicola Fabrizio, amministratore delegato.