La luce di lampadina nell’arte contemporanea

Immaginate di essere nati intorno agli anni ’80.

Non nel 1985, ma 100 anni prima. Di trovarvi in provincia di Sassari, a Tempio Pausania, dove il 12 marzo di quell’anno nasceva Mario Sironi, l’autore dell’enigmatico quadro raffigurato nella foto.

Ha dunque 34 anni Sironi quando, nel 1919 progetta e dipinge “La lampada”, una tela che affascina per tematica e modalità espressiva.

MARIO SIRONI, LA LAMPADA, 1919 – PINACOTECA DI BRERA, MILANO

Un manichino cubista-futurista, caratterizzato da un’acconciatura in nero dichiaratamente maschile e dalla altrettanto inequivocabile calzatura femminile, di un bianco appena gessato.

La figura è ripresa nell’atto di accendere una lampada, con posa epocale e solenne, come a voler far cristallizzare nell’immaginario collettivo un gesto ancora raro ed ambito, quello di poter disporre di una lampada elettrica in un appartamento “moderno”, percepito come una rarità dalla maggior parte della popolazione italiana, appena uscita vincente e stremata dal primo conflitto mondiale.

Nella pittura la luce non va più ricercata miscelando quella solare a quella della fiamma (le opere dei secoli precedenti raffigurano spesso falò, incendi, candelabri o altri elementi a questi assimilabili), nel XX secolo un interno può essere raffigurato illuminato elettricamente. La lampada fa ufficialmente ingresso nel mondo della pittura, in quadri come questo, dove l’autore – nel conferirgli il nome – la promuove a soggetto anteponendola al protagonista più grande per dimensione, quel manichino antropomorfo che sembra dominare la scena ma che, nella mente del suo autore – conferisce all’opera una dimensione psicologica meno rilevante, più incerta.

E’ la lampada la vera protagonista. E lo è anche oggi, fedele compagna della nostra vita, onnipresente sui tavoli delle nostre case, sui comodini dei nostri letti, il cui interruttore è l’ultimo oggetto che tocchiamo prima di addormentarci e che cerchiamo al mattino, nelle giornate d’inverno, in cui la luce del sole non arriva che dopo le 7.

Un oggetto moderno, elettrico, “potente e energetico”, un oggetto realmente futurista che supera, per durata e respiro, il movimento artistico che lo ha promosso a soggetto.