Ecobonus 110%: condizioni, rischi e vantaggi

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Si tratta sicuramente della misura più gettonata e discussa degli ultimi anni, che prevede una copertura al 110% di lavori per efficientamento energetico delle abitazioni.


Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida del nuovo ecobonus 110% 2020. Una misura ambiziosa, finalizzata al raggiungimento di ben due importanti obiettivi: rilanciare l’economia con l’apertura di nuovi cantieri e incentivare la
riqualificazione energetica per migliorare i consumi degli italiani.

Un tema fortemente dibattuto nel corso di queste ultime settimane, che ha diviso entusiasti e scettici interessati a capire di più sulle possibilità offerte dal bonus. Nonostante, infatti, la misura rappresenti senza dubbio un’ottima quanto fondamentale strategia in un momento tanto delicato per il Paese, non mancano alcune critiche e perplessità da parte degli addetti ai lavori. Tra le altre, l’eccessiva burocrazia dell’iter autorizzativo necessario per accedere al bonus, con obbligo di migliorare almeno di due punti l’attuale classe energetica del proprio immobile.

Vediamo allora in dettaglio cosa prevede il nuovo bonus, chi può beneficiarne e quali sono i pro e i contro.

Ecobonus 110%: cos’è e cosa prevede

L’iniziativa è finalizzata ad incentivare un processo di riqualificazione energetica, con ristrutturazioni orientate al raggiungimento di Attestazioni di Prestazione Energetica (APE) più alte.

Per questo, saranno inclusi nel nuovo ecobonus:

  • cappotto termico, che dovrà interessare più del 25% lordo della superficie dell’edificio o dell’unità immobiliare di edifici plurifamiliari;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione con impianti centralizzati per il riscaldamento, refrigeramento, acqua calda sanitaria, caldaie a condensazione, o pompa di calore, impianti geotermici o fotovoltaici. Il tutto di efficienza minima pari almeno a classe A, o superiore;
  • sostituzione di vecchi infissi con nuovi dispositivi a taglio termico o in grado di garantire prestazioni maggiori.

Il bonus funziona attraverso il sistema del credito d’imposta, consentendo in cinque anni la detrazione del 110% delle spese sostenute per lavori effettuati dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Il tetto massimo di spesa varia in base al tipo di intervento, e va dai 15.000 euro per singola unità immobiliare (in caso di condomini, bifamiliari e simili) a 50.000 per soluzioni autonome.

Hanno diritto al nuovo ecobonus cittadini residenti in condomini, persone al di fuori di attività di impresa correlate con il mercato immobiliare, cooperative di abitazioni a proprietà condivisa, istituti autonomi di case popolari, organizzazione non lucrative di unità sociale, organizzazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale. Un aggiornamento sulla misura, introdotto negli ultimi mesi, ha esteso la possibilità di beneficiare dell’ecobonus anche a proprietari di seconde case.

Ecobonus 110%: è davvero gratis?

Lo è, purché i lavori siano conformi alle linee guida e ai limiti espressi dal bonus. La procedura prevede una cessione del credito detraibile in 5 anni, previa autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate e valutazione del progetto.

Di contro, come detto, si tratta di una misura caratterizzata da molta burocrazia. Sarà quindi indispensabile per chi scelga di aderirvi armarsi di molta pazienza in previsione del lungo iter e delle numerose pratiche da disbrigare.

Nel caso di condomini, sarà fondamentale accordare i lavori in modo unanime tra tutte le parti interessate. Le singole abitazioni, invece, possono attivarsi autonomamente. Il secondo passo è ottenere il visto di conformità da parte dell’Agenzia delle Entrate, da
richiedere tramite commercialista o CAF, per procedere con la cessione del credito. Fondamentale è l’APE, cioè l’Attestazione di Prestazione Energetica dell’immobile interessato che, qualora mancante, dovrà essere rilasciata da un tecnico abilitato per
certificare che i lavori sono finalizzati al miglioramento di almeno due classi energetiche rispetto a quella attuale.

Il “salto” energetico andrà certificato prima e dopo i lavori, sempre da professionisti abilitati e iscritti all’albo. A questo punto, si procede alla comunicazione telematica dei dati relativi ai lavori da svolgere sia all’Agenzia delle Entratate che all’ENEA, con le quali saranno definite le modalità attuative.

I tecnici dovranno, inoltre, fornire osservazioni nelle quali attestano la conformità dei requisiti tecnici alla base del progetto, la sua effettiva realizzazione e la conformità tra preventivi e prezzario ufficiale del mercato immobiliare e edile. Il tutto a seguito o in base allo stato di avanzamento dei lavori.

Ecobonus 110%: rischi, criticità e zone d’ombra

Com’è facilmente intuibile, l’intero iter è caratterizzato da una precisa quanto corposa burocrazia da produrre. Un fattore, in realtà, essenziale, data la natura dell’intervento. Con l’ecobonus 110%, infatti, l’Italia ha una grande occasione: quella di investire nella
riqualificazione e nella transizione energetica
. Un primo passo nel futuro, in grado di proiettare il nostro Paese ad un livello più al passo con i tempi.

È evidente, però, come l’eccessiva burocrazia sia anche fonte di timori, rinunce e preoccupazioni. Non pochi sono, inoltre, i cittadini che stanno già incappando in numerose difficoltà o vere e proprie truffe. Come quella recentemente denunciata da
Federconsumatori, relativa a numerosi professionisti in tutta Italia che avrebbero avanzato richieste di 5.000 euro o più ai beneficiari dei lavori per dare priorità alle domande. Inoltre, non tutti i richiedenti potrebbero rientrare nella casistica prevista dal bonus in quanto, non rispettando, magari con la semplice sostituzione degli infissi o della caldaia, l’obbligo di miglioramento di due classi rispetto all’APE attualmente certificata.

Bonus caldaie e climatizzatori al 65%: una scelta più rapida e sicura

Fino al 31 dicembre 2020 è inoltre possibile richiedere il nuovo bonus caldaie con detrazione IRPEF fino al 65% della spesa. Uno sconto sulla sostituzione di vecchie caldaie con dispositivi a condensazione, più moderni e performanti, di classe energetica maggiore e a minor impatto ambientale. Nel bonus sono inclusi anche i condizionatori.

Si tratta di una misura più contenuta rispetto a quella prevista dal bonus 110%, ma anche più accessibili, veloce e sicura. Se stai pensando di cambiare la tua caldaia, o installare un nuovo condizionare, risparmia le energie: passando a Metamer puoi farlo, senza alcun costo, disbrigo pratiche o imprevisti.

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