10 consigli per risparmiare sull’accensione dei termosifoni

risparmiare termosifoni

Dal 23 Settembre il Governo Italiano ha dato il nuovo via libera all’accensione dei termosifoni 2019. Una stagione iniziata in ritardo, grazie alle temperature piuttosto miti diffuse fino all’inizio di Novembre in tutta la penisola.

Un’estate di San Martino, sembra, prossima a finire. Vediamo allora qualche buona pratica per risparmiare sulla bolletta sull’accensione del riscaldamento.


Tornano a rimettersi in moto termosifoni, convettori e stufette. Il decreto governativo che anche quest’anno ha dato il via alla riaccensione del riscaldamento è ufficialmente in vigore dal 23 Settembre scorso e lo sarà fino al prossimo 15 Aprile 2020.

Il giorno di accensione dei termosifoni è regolamentato dalle diverse fasce climatiche all’interno delle quali sono inserite tutte le provincie italiane. Per questo, l’accensione potrebbe variare anche nel caso di città non troppo distanti tra loro e all’interno dello stesso territorio.

Un esempio è il caso dell’Abruzzo, dove l’accensione dei termosifoni a Pescara è prevista per il 1° di Novembre, mentre a L’Aquila già dal 15 Ottobre.

Dal momento che termosifoni e altri dispositivi per il riscaldamento rappresentano una tra le voci di spesa più incidenti in bolletta, prima di avviarli sarebbe opportuno eseguire una piccola manutenzione e rispettare alcune buone abitudini elementari, per far si che funzionino al meglio.

Come per il frigorifero e altri elettrodomestici, infatti, anche i termosifoni, se opportunamente manutenuti, “lavorano” meglio, riducendo i consumi e i costi.

Scorri questa breve lista di 10 consigli per risparmiare sul riscaldamento, per scoprire se stai utilizzando al meglio i tuoi termosifoni.

1. Effettuare annualmente la manutenzione dell’impianto

Oltre ad essere obbligatorio per legge effettuare una ciclica manutenzione dell’impianto caldaia garantisce la sicurezza di tutta la famiglia.

Una pratica utile soprattutto per i termosifoni, che con una caldaia pulita e performante funzionano meglio, e quindi senza sprechi di potenza, calore e denaro.

2. Spurgo radiatori: eseguilo prima di riaccenderli

Eseguire lo spurgo dei termosifoni è semplicissimo: gira la valvolina del termosifone sul lato opposto rispetto a quella per regolare la temperatura. Assicurati di posizionare un recipiente sotto di essa per raccogliere l’acqua che fuoriuscirà e, una volta aperta, lascia uscire l’aria accumulata nel mesi di stop fino all’arrivo dell’acqua.

L’aria nei termosifoni contrasta il passaggio dell’acqua calda, riducendo il potenziale del calorifero e incidendo sui costi.

3. Installare pannelli riflettenti dietro i termosifoni

È un piccolo “trucco”, ma molto efficace. Applicare pannelli riflettenti tra il termosifone e il muro permette una migliore proiezione del calore, che viene disperso nell’ambiente invece di essere assorbito dalle pareti.

4. Isolare porte e infissi

Paraspifferi, tende, mastici o siliconi tra vetri e infissi isolano l’abitazione dai “punti deboli” verso l’esterno, consentendo un risparmio fino al 10% sulla spesa del riscaldamento.

Basta infatti posizionare la mano durante le giornate più fredde davanti al vetro di una finestra, anche opportunamente isolata, per rendersi conto di una variazione di temperatura di qualche grado.

5. Termosifoni: accensione prolungata o “concentrata”

È meglio tenere accesi i termosifoni per più ore a bassa temperatura o accenderli per poco tempo al massimo?

La risposta corretta è senza dubbio la prima. Numerosi studi hanno infatti dimostrato che l’accensione dell’impianto di riscaldamento in maniera costante per più ore al giorno (con una temperatura attorno ai 20°) è molto meno dispendioso che accenderli a temperature maggiori e per poche ore, quando magari si torna a casa.

L’ideale è inoltre spegnerli nelle ore notturne e quando non si è nell’abitazione, se possibile programmandone l’accensione mediante timer un’ora prima della sveglia o di rientrare.

6. Lascia circolare il calore

Mai posizionare mobili o altri arredi di fronte o troppo vicino ai termosifoni. Per lo stesso motivo, è assolutamente sconsigliata la pratica di mettere ad asciugare sui caloriferi panni appena lavati o strofinacci.

In questo modo costringerai il dispositivo ad “impegnarsi di più” per mantenere la temperatura impostata, con conseguente incremento dei costi in bolletta.

7. Installa cronotermostati e valvole termostatiche

Si tratta di dispositivi che permettono un risparmio fino al 15% in bolletta (vale a dire 7 euro e 50 centesimi su una bolletta da 50 euro): decisamente da non sottovalutare.

Ne esisto moltissime tipologie in commercio, dai più tradizionali a quelli più futuristici, regolabili tramite smartphone. Chiedi un consiglio al tuo idraulico / elettricista o scrivici tra i commenti a questo articolo per individuare quello che fa per te 😉

8. Rispetta gli orari per l’accensione dei termosifoni

Gli orari per l’accensione dei termosifoni nel 2018 in Italia varia di regione in regione a seconda della classificazione delle sei zone climatiche.

Orientativamente però, l’accensione è permessa dalle 05:00 del mattino fino alle ore 23:00. Se per il riscaldamento di casa o ufficio disponi di di convettori o altri dispositivi elettrici ricorda di avviarli nelle fasce orarie più economiche, a meno che la tua offerta energetica non preveda una tariffa monoraria.

9. Pulire con regolarità i termosifoni

L’azione dell’aria calda disperde acari e polvere nella stanza. Un termosifone eccessivamente sporco è dannoso per la salute di chi vive nell’ambiente in cui è installato. Procurati una spazzola per termosifoni e spolverali con regolarità: il tuo fisico te ne sarà grato!

10. Controlla sempre il grado di umidità

L’effetto dei termosifoni tende a seccare eccessivamente l’aria. Un problema che può determinare mal di testa, sinusite e l’insorgere di altri problemi. Per questo è molto importante posizionare sempre umidificatori e vaschette su di essi, in modo da regolare l’umidità dell’ambiente.

Se lo preferisci, puoi sciogliere nella stessa acqua oli essenziali, per profumare gli ambienti e godere di un po’ di rilassante aromaterapia a costo zero!

Se hai bisogno di maggiori informazioni scrivici compilando il form qui in basso, e se cerchi un’offerta davvero conveniente per i tuoi consumi di luce e gas prova Met@Web di Metamer: l’innovativa offerta energia attivabile in pochi click, senza deposito cauzionale e con tutti i vantaggi di una normale offerta Metamer. Buon inverno a tutti!

Canone RAI seconde case: come evitare di pagarlo in bolletta

Come non pagare il canone Rai

Per le seconde case non è necessario pagare il canone RAI. Tuttavia talvolta può capitare di vederselo addizionare in bolletta per motivi diversi. Scopriamo qual è il modo giusto per non pagare il canone RAI per le seconde case.


Dal 2016 il canone RAI si paga con la bolletta della luce. Il canone ordinario ammonta a 90 euro annuali, dilazionati in rate da 9 euro mensili e presenti in bolletta in base al proprio piano di fatturazione (ad esempio in caso di fatturazione bimestrale, la rata sarà di 18 euro). Poco tempo fa ti abbiamo parlato delle utenze di seconde case e del fatto che su queste, di norma, il canone RAI non viene addebitato.

Tuttavia è possibile che, al di là dell’errore umano (per il quale è possibile fare ricorso e più avanti nell’articolo scopriremo come) sussistano le condizioni per cui una seconda casa non figuri come tale e il canone verrà per questo addebitato. Vediamo tutto in dettaglio.

Canone RAI seconde case: quando si paga?

Il canone RAI sulle seconde case viene addebitato quando l’immobile non risulta una “casa vacanze” ma una prima abitazione.

Questo indifferentemente da chi sia l’intestatario del contratto energia che, volendo, può naturalmente essere il medesimo per la prima e per la seconda casa. In fase di sottoscrizione di nuovo contratto energetico è infatti necessario specificare se l’utenza sia riferita all’abitazione di residenza o ad una seconda casa.

Se il contratto energetico risulta cointestato (per esempio tra marito e moglie) il canone RAI si pagherà comunque una volta sola. A scanso di equivoci, però, è sempre bene inviare una autocertificazione all’Agenzia delle Entrate, tramite apposito modello, in cui si dichiara che il canone RAI è già pagato da un altro componente della famiglia.

Non pagare il canone RAI: rimborsi, modelli e documenti

Se non hai apparecchi televisivi, pc, laptop, computer e tablet in casa puoi chiedere l’esonero dal pagamento del canone RAI. Per farlo è necessario compilare il Quadro A o “dichiarazione sostitutiva di non detenzione”. Si tratta di un modello dell’Agenzia delle Entrate in cui dichiari di non possedere alcun apparecchio TV.

Per scaricare il modello di esonero per canone RAI clicca qui . Il modulo di esenzione va inviato annualmente ed è valido solo per l’anno in cui è stato inviato all’Agenzia delle Entrate. Deve essere spedito, mediante raccomandata, entro il 31 gennaio dell’anno per il quale si chiede l’esonero. Inviando il modulo tra il 1° Febbraio e il 30 Giugno sarai comunque esonerato dal pagamento nel secondo trimestre dell’anno in corso.

Le rate del canone RAI vengono, infatti, ripartite in 18 euro bimestrali che troverai direttamente nella bolletta della luce.

Se invece per errore hai pagato il canone RAI due volte o appartieni ad una categoria esonerata dal pagamento del canone puoi richiedere il rimborso del canone RAI, sempre attraverso l’apposito modulo dell’Agenzia delle Entrate.

Sono esenti dal pagamento del canone:

  • Over 75 con reddito non superiore a 6.700€;
  • Militari di Forze Armate italiane, appartenenti a Forze NATO o di cittadinanza straniera;
  • Diplomatici e consiglieri di Paesi che reciprocamente esonerano dal canone o da obblighi analoghi i loro colleghi italiani all’estero;
  • Proprietari di imbarcazioni da diporto con a bordo il televisore, ma non coinvolte in attività commerciali;
  • Rivenditori e i riparatori Tv che esercitano regolare attività;
  • Titolari di un’utenza elettrica non residente, tipica di case in affitto o seconde case.

Se hai bisogno di maggiori informazioni o hai il sospetto di aver pagato il canone per errore o più di una volta compila il form qui in basso e scrivici un messaggio al quale risponderemo al più presto.

Canone RAI bollette seconde case: come evitare di pagare due volte

Come non pagare il canone Rai

Per le seconde case non è necessario pagare il canone RAI. Tuttavia talvolta può capitare di vederselo addizionare in bolletta per motivi diversi. Scopriamo qual è il modo giusto per non pagare il canone RAI per le seconde case.


Dal 2016 il canone RAI si paga con la bolletta della luce. Il canone ordinario ammonta a 90 euro annuali, dilazionati in rate da 9 euro mensili e presenti in bolletta in base al proprio piano di fatturazione (ad esempio in caso di fatturazione bimestrale, la rata sarà di 18 euro). Poco tempo fa ti abbiamo parlato delle utenze di seconde case e del fatto che su queste, di norma, il canone RAI non viene addebitato.

Tuttavia è possibile che, al di là dell’errore umano (per il quale è possibile fare ricorso e più avanti nell’articolo scopriremo come) sussistano le condizioni per cui una seconda casa non figuri come tale e il canone verrà per questo addebitato. Vediamo tutto in dettaglio.

Canone RAI seconde case: quando si paga?

Il canone RAI sulle seconde case viene addebitato quando l’immobile non risulta una “casa vacanze” ma una prima abitazione.

Questo indifferentemente da chi sia l’intestatario del contratto energia che, volendo, può naturalmente essere il medesimo per la prima e per la seconda casa. In fase di sottoscrizione di nuovo contratto energetico è infatti necessario specificare se l’utenza sia riferita all’abitazione di residenza o ad una seconda casa.

Se il contratto energetico risulta cointestato (per esempio tra marito e moglie) il canone RAI si pagherà comunque una volta sola. A scanso di equivoci, però, è sempre bene inviare una autocertificazione all’Agenzia delle Entrate, tramite apposito modello, in cui si dichiara che il canone RAI è già pagato da un altro componente della famiglia.

Non pagare il canone RAI: rimborsi, modelli e documenti

Se non hai apparecchi televisivi, pc, laptop, computer e tablet in casa puoi chiedere l’esonero dal pagamento del canone RAI. Per farlo è necessario compilare il Quadro A o “dichiarazione sostitutiva di non detenzione”. Si tratta di un modello dell’Agenzia delle Entrate in cui dichiari di non possedere alcun apparecchio TV.

Per scaricare il modello di esonero per canone RAI clicca qui . Il modulo di esenzione va inviato annualmente ed è valido solo per l’anno in cui è stato inviato all’Agenzia delle Entrate. Deve essere spedito, mediante raccomandata, entro il 31 gennaio dell’anno per il quale si chiede l’esonero. Inviando il modulo tra il 1° Febbraio e il 30 Giugno sarai comunque esonerato dal pagamento nel secondo trimestre dell’anno in corso.

Le rate del canone RAI vengono, infatti, ripartite in 18 euro bimestrali che troverai direttamente nella bolletta della luce.

Se invece per errore hai pagato il canone RAI due volte o appartieni ad una categoria esonerata dal pagamento del canone puoi richiedere il rimborso del canone RAI, sempre attraverso l’apposito modulo dell’Agenzia delle Entrate.

Sono esenti dal pagamento del canone:

  • Over 75 con reddito non superiore a 6.700€;
  • Militari di Forze Armate italiane, appartenenti a Forze NATO o di cittadinanza straniera;
  • Diplomatici e consiglieri di Paesi che reciprocamente esonerano dal canone o da obblighi analoghi i loro colleghi italiani all’estero;
  • Proprietari di imbarcazioni da diporto con a bordo il televisore, ma non coinvolte in attività commerciali;
  • Rivenditori e i riparatori Tv che esercitano regolare attività;
  • Titolari di un’utenza elettrica non residente, tipica di case in affitto o seconde case.

Se hai bisogno di maggiori informazioni o hai il sospetto di aver pagato il canone per errore o più di una volta compila il form qui in basso e scrivici un messaggio al quale risponderemo al più presto.

Bollette seconda casa: è possibile sospenderle temporaneamente?

bollette seconde case

Perché, a confronto, le bollette di seconde casa sono spesso più alte? C’è differenza tra bolletta della luce e del gas sulle seconde case? È possibile sospendere temporaneamente le utenze energetiche delle seconde case per risparmiare? A queste, e tante altre domande, rispondiamo nell’articolo che segue.


Come per l’IMU e altre spese per la casa, quello delle utenze per seconde case in Italia è un costo sul quale si continua a discutere molto. Sono tantissimi i proprietari di seconde case al mare o in montagna che cercano il modo per risparmiare, informandosi in merito alla possibilità di sospendere temporaneamente la fornitura di energia, staccare i contatori o accedere ai bonus energia.

La realtà, però, non è così semplice. È d’obbligo sapere che esiste, innanzitutto, una differenza tra utenza luce e utenza gas sulle seconde case e che, nella scelta del gestore di energia più idoneo ai consumi di una casa vacanze è necessario stabilire priorità diverse rispetto a quelli della propria abitazione.

Utenza luce seconda casa: perché è più alta?

Per la fornitura di energia elettrica le tariffe sulle seconde case sono generalmente più alte. Non è qualcosa che dipende dai singoli gestori, ma dagli oneri di sistema stabiliti dall’Autorità per l’Energia.

Questi, infatti, vengono calcolati in quota energia per i residenti, cioè sulla base del consumo effettivo, mentre per i non residenti la tariffa si compone dell’unione tra quota energia e costo fisso.

Un dettaglio in grado di far lievitare la spesa finale in bolletta in modo sostanziale, anche a fronte di un consumo quasi nullo. La soluzione è quindi scegliere un gestore con un buon rapporto costo / kilowatt, ricordandosi di staccare il contatore quando la casa non è vissuta.

Utenza gas seconda casa: quale differenza?

Per il gas, invece, non esiste distinzione tra le utenze di prima e seconda casa. La tariffazione del gas avviene infatti su base geografica, in funzione delle 6 fasce climatiche secondo le quali è suddivisa la penisola italiana.

Ciò significa che l’importo in bolletta è calcolato a consumo effettivo sia che il proprietario risulti residente o meno nell’abitazione.

Tuttavia, è sempre bene ricordare di chiudere il gas nelle abitazioni lasciate incustodite, come le case vacanza, appunto, al fine di scongiurare il pericolo di fughe o dispersioni di gas.

Sospensione temporanea dell’utenza: è possibile?

Nonostante se ne faccia un gran parlare, è necessario ribadire che non è possibile sospendere temporaneamente la fornitura di energia nelle seconde case. L’unica strada possibile sarebbe quella di staccare di volta in volta la fornitura di energia nell’abitazione, con conseguente disagio da parte del proprietario che sarebbe costretto, di volta in volta, a riattivarla all’abbisogna, addossandosi i costi di riattivazione.

Un aspetto, naturalmente, sconveniente anche dal punto di vista economico, a fronte delle tariffe obbligatorie previste per il riallaccio dell’utenza.

Allo stesso modo, non è possibile beneficiare del bonus energia per le seconde case, che valgono solo per titolari di prime case in difficoltà economica e che, quindi, si presuppone, non possano permettersi un secondo immobile.

In linea di massima, le attuali disposizioni in merito al costo di distribuzione dell’energia, favoriscono gli utenti con un consumo abituale e costante. Una regola che vale per le prime e per le seconde case, e che penalizza la tariffazione ibrida a canone fisso per utenze con consumi bassi o pari a zero. Unica soluzione è quella di sfruttare al massimo la seconda casa, magari affittandola per brevi periodi durante i mesi di inattività.

È infine d’obbligo ricordare che il canone RAI non è previsto nelle bollette di seconde case, indipendentemente dall’utilizzo di apparecchi televisivi o meno.


Hai bisogno di maggiori informazioni in merito a questo argomento? Scrivici senza impegno compilando il form qui in basso!

Bollette seconda casa: la sospensione temporanea dell’utenza è possibile?

bollette seconde case

Perché, a confronto, le bollette di seconde casa sono spesso più alte? C’è differenza tra bolletta della luce e del gas sulle seconde case? È possibile sospendere temporaneamente le utenze energetiche delle seconde case per risparmiare? A queste, e tante altre domande, rispondiamo nell’articolo che segue.


Come per l’IMU e altre spese per la casa, quello delle utenze per seconde case in Italia è un costo sul quale si continua a discutere molto. Sono tantissimi i proprietari di seconde case al mare o in montagna che cercano il modo per risparmiare, informandosi in merito alla possibilità di sospendere temporaneamente la fornitura di energia, staccare i contatori o accedere ai bonus energia.

La realtà, però, non è così semplice. È d’obbligo sapere che esiste, innanzitutto, una differenza tra utenza luce e utenza gas sulle seconde case e che, nella scelta del gestore di energia più idoneo ai consumi di una casa vacanze è necessario stabilire priorità diverse rispetto a quelli della propria abitazione.

Utenza luce seconda casa: perché è più alta?

Per la fornitura di energia elettrica le tariffe sulle seconde case sono generalmente più alte. Non è qualcosa che dipende dai singoli gestori, ma dagli oneri di sistema stabiliti dall’Autorità per l’Energia.

Questi, infatti, vengono calcolati in quota energia per i residenti, cioè sulla base del consumo effettivo, mentre per i non residenti la tariffa si compone dell’unione tra quota energia e costo fisso.

Un dettaglio in grado di far lievitare la spesa finale in bolletta in modo sostanziale, anche a fronte di un consumo quasi nullo. La soluzione è quindi scegliere un gestore con un buon rapporto costo / kilowatt, ricordandosi di staccare il contatore quando la casa non è vissuta.

Utenza gas seconda casa: quale differenza?

Per il gas, invece, non esiste distinzione tra le utenze di prima e seconda casa. La tariffazione del gas avviene infatti su base geografica, in funzione delle 6 fasce climatiche secondo le quali è suddivisa la penisola italiana.

Ciò significa che l’importo in bolletta è calcolato a consumo effettivo sia che il proprietario risulti residente o meno nell’abitazione.

Tuttavia, è sempre bene ricordare di chiudere il gas nelle abitazioni lasciate incustodite, come le case vacanza, appunto, al fine di scongiurare il pericolo di fughe o dispersioni di gas.

Sospensione temporanea dell’utenza: è possibile?

Nonostante se ne faccia un gran parlare, è necessario ribadire che non è possibile sospendere temporaneamente la fornitura di energia nelle seconde case. L’unica strada possibile sarebbe quella di staccare di volta in volta la fornitura di energia nell’abitazione, con conseguente disagio da parte del proprietario che sarebbe costretto, di volta in volta, a riattivarla all’abbisogna, addossandosi i costi di riattivazione.

Un aspetto, naturalmente, sconveniente anche dal punto di vista economico, a fronte delle tariffe obbligatorie previste per il riallaccio dell’utenza.

Allo stesso modo, non è possibile beneficiare del bonus energia per le seconde case, che valgono solo per titolari di prime case in difficoltà economica e che, quindi, si presuppone, non possano permettersi un secondo immobile.

In linea di massima, le attuali disposizioni in merito al costo di distribuzione dell’energia, favoriscono gli utenti con un consumo abituale e costante. Una regola che vale per le prime e per le seconde case, e che penalizza la tariffazione ibrida a canone fisso per utenze con consumi bassi o pari a zero. Unica soluzione è quella di sfruttare al massimo la seconda casa, magari affittandola per brevi periodi durante i mesi di inattività.

È infine d’obbligo ricordare che il canone RAI non è previsto nelle bollette di seconde case, indipendentemente dall’utilizzo di apparecchi televisivi o meno.


Hai bisogno di maggiori informazioni in merito a questo argomento? Scrivici senza impegno compilando il form qui in basso!