Pasqua in Abruzzo: riti e manifestazioni da non perdere

La Madonna che scappa in piazza di Sulmona (AQ)

Pasqua in Abruzzo è un momento molto particolare. Dall’inizio della settimana santa infatti, cioè quella che precede aldomenica di Pasqua, si susseguono riti e manifestazioni spesso di antichissima memoria, che negli anni hanno contribuito a far conoscere questa regione nel mondo grazie alla loro potenza evocativa.

riti pasquali della tradizione popolare abruzzese rappresentavano un momento di felicità e rinascita. Si consacravano attraverso di essi il ritorno della primavera, dei colori della terra, di nuovi sapori e del lavoro nei campi. Anche la cucina ricalcava a pieno questo spirito, con ricette tipiche in grado di esprimere i concetti di fecondità e abbondanza, che nel dialetto locale è detta “gràscia”.

Tra le più celebri, e ancora oggi diffuse, ricordiamo i fiadoni, rustici di pasta ripiena al formaggio e diffusi anche nellaregione Molise (preparati anche nella variante dolce) e le “pupe e cavallo”, dolci in pasta di mandorle modellati proprio sulla forma di una donna e un equino. Secondo la tradizione, per buon auspicio, viene collocato al centro di entrambi un uovo sodo, simbolo di fecondità.

Anche le rappresentazioni liturgiche della settimana santa raccontano i sentimenti di un popolo in festa, pronto a riabbracciare stagioni più miti, dopo i lunghi mesi invernali.

Scopriamo allora qualche idea su cosa vedere a Pasqua in Abruzzo, tra riti, manifestazioni e altre curiose rappresentazioni assolutamente da non perdere.

La Madonna che scappa in piazza di Sulmona (AQ)

È forse tra le celebrazioni pasquali più famose e rappresentative della regione. La mattina della domenica di Pasqua tutti i sulmonesi si ritrovano nella piazza più grande della città, davanti la chiesa di San Filippo Neri. Dall’altro lato della piazza è presente un podio, sul quale vige la statua del Gesù risorto. Altre due statue, quelle di San Pietro e San Giovanni Battista, attraversano la piazza per lungo, dal podio fino all’ingresso della chiesa, bussando al grande portone ligneo. Dopo un po’ di titubanza, la porta si apre, lasciando comparire la statua della Vergine, vestita a lutto per la morte di Gesù.

La Madonna che scappa in piazza di Sulmona (AQ)
La Madonna che scappa in piazza di Sulmona (AQ)

Le tre statue procedono allora insieme a ritroso, fino alla metà della piazza, fino al punto in cui quella della Madonna, vedendo Gesù risorto, inizia a correre per raggiungerlo. La corsa è preceduta dalla caduta del velo nero, che lascia spazio ad uno sgargiante vestito verde celato sotto di esso e a colombe bianche, fino ad allora nascoste, che si librano in volo.

Un momento di autentica passione, sottolineato dall’apprensione delle migliaia di sulmonesi che, per una ventina di secondi, trattengono letteralmente il fiato dall’emozione.

Un’esperienza obbligatoria per abruzzesi e non, perpetrata tra l’altro, con un rito molto simile, anche nei piccoli comuni di Introdacqua (AQ)Pratole Peligna (AQ) e Spoltore (PE).

Festa dei Talami di Orsogna (CH)

Il lunedì di Pasquetta a Orsogna, caratteristico borgo nella provincia di Chieti, è dedicato ai talami, cioè le sacre rappresentazioni del Vecchio e Nuovo Testamento. Una sfilata di sette carri, ognuno raffigurante una sacra rappresentazione dal vivo, si snoda tra le vie del paese. L’ultimo carro è detto “carro del dono”, perché i covoni di grano trasportati su di esso vengono, come tradizione, donati alla Madonna, in segno di devozione e buon auspicio.

La sacra rappresentazione di Gessopalena (CH)

Nella splendida cornice dell’abitato vecchio (definita “la Matera d’Abruzzo”), dove case e vicoli danno l’idea di un luogo fatato, si svolge annualmente il mercoledì prima del venerdì santo la sacra rappresentazione della passione di Cristo, alla quale tutto il paese partecipa come figurante in costume.

La Passione del Mercoledì Santo a Gessopalena affonda le proprie radici nella tradizione monastica di questo territorio e ripropone i momenti salienti degli ultimi giorni della vita di Cristo.

La Sacra Rappresentazione di Gessopalena (CH) | Foto di Roberto Monasterio
La Sacra Rappresentazione di Gessopalena (CH) | Foto di Roberto Monasterio
La manifestazione si svolge nella piazza principale del paese, per concludersi con la crocifissione sulla parte più alta dell’incantevole borgo medievale, su uno sperone detto “Pretaluce”, per via dei cristalli brillanti nelle notti di luna. Uno scenario unico, sullo sfondo del massiccio della Majella da un lato e del panorama della Val di Sangro dall’altra. La regia della manifestazione di quest’anno sarà affidata al celebre regista abruzzese Claudio di Scanno, e si prospetta, pertanto, ancora più emozionante!

Il rito greco-bizantino di Villa Badessa (PE)

Villa Badessa è una piccola frazione di Rosciano, nel pescarese, caratterizzata dalla presenza di una piccola chiesa in stile greco-bizantino e da un particolare dialetto locale. Questo perché il borgo nacque come villaggio arbereshe, ossia costituito a seguito dell’arrivo di migranti provenienti dall’Albania tra il XV e il XIII secolo dopo Cristo.

La chiesa greco-bizantina di Villa Badessa (PE)
La chiesa greco-bizantina di Villa Badessa (PE)

Le cerimonie pasquali di Villa Badessa iniziano il venerdì santo con le “enkomie”, ovvero le litanie delle donne durante la deposizione del Cristo. Nelle ore che precedono l’alba della domenica di Pasqua, il papas (corrispettivo del prete cattolico) esce dalla chiesa in processione insieme ai fedeli, che stringono in mano candele per illuminare le strade buie. Alle prime ore del giorno, tra preghiere e odi di gioia, papas e fedeli fanno ritorno in chiesa, in un’atmosfera piena di affascinante misticismo.

Processioni del Venerdì Santo

Ve ne sono molte, tutte molto intense ed emozionanti.

Si parte da quella di Lanciano e Chieti (rispettivamente il giovedì e il venerdì della settimana santa), dove fedeli incappucciati sfilano per le strade cittadine nel silenzio generale, illuminati solo dalle fiammelle dei ceri portati in processione. Si tratta di manifestazioni molto antiche e piene di simbologie e mistero, in grado di affascinare grandi e piccini.

Il Venerdì Santo di Chieti
Il Venerdì Santo di Chieti

Differente, ma sempre molto ammaliante è la processione del venerdì santo di Ortona (CH), dove un ruolo particolare è rivestito dalle donne della città, che sfilano in processione con il capo coperto da veli neri. Durante la marcia, donne e uomini cantano lo stupendo miserere composto dal maestro Francesco Paolo Masciangelo, un momento di raccoglimento collettivo veramente commovente.

Processione del Venerdì Santo di Ortona (CH)
Processione del Venerdì Santo di Ortona (CH)

Infine la città di Teramo, dove la sera del venerdì santo è dedicato tradizionale processione della “Desolata”, antichissima manifestazione che trova le sue origini nel lontano 1200. Durante la processione, la statua della Madonna addolorata sfila per le vie della città in cerca di suo figlio Gesù. Il percorso della processione prevede una tappa nelle sette chiese principali del capoluogo, tra canti e momenti di raccoglimento che coinvolgono l’intera comunità.

Pasqua in Abruzzo: una regione tutta da scoprire

Tante le celebrazioni e le specialità tipiche da assaggiare. Quella della settimana santa è un’occasione per scoprire una terra meravigliosa come l’Abruzzo, attraverso i suoi i riti più antichi e coinvolgenti, lasciandosi ammaliare dal fascino delle sue città, dei suoi paesi e, perché no, dal gusto della sua cucina tipica.

Buona Pasqua, da Metamer – l’energia del tuo territorio!

Bonus risparmio energetico 2018: sgravi fiscali per riqualificazione

Con l’approvazione della nuova Legge di Bilancio 2018, in vigore dal 1 Gennaio di quest’anno, sono state rese effettive le manovre che permettono sgravi fiscali per la riqualificazione energetica di immobili.

Il bonus risparmio energetico 2018 (parte dell’ecobonus 2018) prevede detrazioni fino al 65% per l’efficientamento energetico di villette e condomini. Molte le novità di quest’anno rispetto al passato, tutte mirate all’ammodernamento delle tecnologie, per un numero minore di emissioni e una riduzione dei consumi.

Il bonus energetico in questione fa parte di altri sgravi fiscali previsti per il 2018 dalla Legge di Bilancio, come quello che che defiscalizza la cura e il mantenimento del verde e quello mirato per famiglie a basso reddito o in difficoltà. Per le aziende invece è stato recentemente pubblicato un bando di finanziamento a fondo perduto per PMI abruzzesi, finalizzato sempre all’efficientamento energetico.

Vediamo quindi cosa prevede il nuovo bonus risparmio energetico 2018, e come fare per richiederlo.

Bonus risparmio energetico 2018: cos'è e quali sono le novità

Il bonus è spendibile fino al 31 Dicembre 2018, e prevede detrazioni fiscali fino al 65% per interventi di riqualificazione energetica. Sono considerate spese ammissibili:

  • interventi atti a migliorare almeno del 20% il fabbisogno annuo di energia primaria, secondo i principi espressi dalDecreto Ministeriale dell’11 marzo 2008;
  • coibentazioni di strutture che rispettano i requisiti del decreto di cui sopra;
  • sgravi fiscali per installazione di pannelli solari per produrre acqua calda;
  • sostituzione di boiler da bagno tradizionali con quelli a pompa di calore;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, con nuovi impianti dotati di caldaie a condensazione classe A;
  • acquisto e installazione di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti;
  • acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi di domotica per il controllo a distanza di impianti di riscaldamento, acqua calda e climatizzazione.

Per gli impianti di climatizzazione, le spese sono considerate ammissibili per un tetto massimo di 30.000 euro per installazione di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Le detrazioni previste dall’ecobonus 2018 prevedono sgravi fiscali in percentuale differente a seconda della diversa natura dell’intervento. Nello specifico, per esempio, per quanto concerne il bonus caldaia è possibile beneficiare di detrazioni fiscali del:
  • 65% per acquisto e installazione di una caldaia a condensazione di classe A, con annessa istallazione di sistemi di termoregolazione evoluti
  • 50% per la semplice installazione di una caldaia di classe A
Non sono invece previsti, in questo caso, defiscalizzazioni per l’acquisto e l’installazione di altre tipologie di caldaie di classe inferiore.

Ecobonus 2018: non solo riconversione energetica

All’interno della manovra regolamentata dalla Legge di Stabilità sono inoltre state inserite nuove voci di spesa decurtabili dalla dichiarazione dei redditi, e cumulabili con i bonus risparmio energetico. È il caso dei Sismabonus 2018, ampliato quest’anno anche a condomini ubicati in zone sismiche 1, 2 e 3, che possono beneficiare di una detrazione unica, sia per interventi strutturali di adeguamento sismica, sia per riqualificazione energetica.

O il bonus elettrodomestici 2018, che al pari di quello del 2017 garantisce sgravi sull’acquisto di nuovi elettrodomestici di classe superiore.

Bonus risparmio energetico 2018: quali spese sono detraibili

Il bonus prevede detrazioni per:

  • 65% per ville e altre abitazioni private, per interventi effettuati entro il 31 dicembre 2018
  • 65% per condomini, per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, realizzati entro il 31 Dicembre 2018
  • 70% per condomini, per spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, che riguardano interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie
  • 75% per condomini, per spese effettuate dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, che interessano interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali atti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva, e rispettino lelinee guida nazionali per la certificazione energetica previste nel 2015 dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Le spese detraibili da questi interventi comprendono:

  • riqualificazione energetica di edifici, per un limite di spesa massima di 100.000 euro;
  • coibentazione esterna degli edifici, per un limite di spesa massimo di 60.000 euro;
  • installazione di pannelli solari per abitazioni private, per un limite di spesa di 60.000 euro;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, per un limite di spesa di 30.000 euro;
  • installazione di schermature solari, per un limite di spesa di 60.000 euro;
  • acquisto e installazione di impianti di climatizzazione invernale alimentati da biomasse combustibili, per un limite di spesa di 30.000 euro;
  • acquisto e installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti, senza alcun limite di spesa.

Interventi in grado di migliorare le prestazioni energetiche, e il valore, dell’immobile interessato, e che permettono una migliore qualità della vita degli inquilini, e un maggiore rispetto per l’ambiente.

Torna l’ora legale: oltre il risparmio c’è di più

Con ritorno dell’ora legale, tra qualche giorno (precisamente la notte tra il 24 e il 25 marzo) torneremo a muovere le lancette un’ora avanti, e quindi a dormire un’ora in meno.

Una convenzione, quella del cambio ora, introdotta in Italia all’inizio del ‘900, poi abolita, ripristinata e modificata varie volte, fino al 1996, quando fu stabilito in tutta Europa che la sua durata sarebbe stata dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.

Ogni anno, il ritorno dell’ora legale crea sempre un po’ di scompiglio nel ricordare a tutti se spostare le lancette avanti o indietro, ma soprattutto per via di quell’ora di sonno in meno che, soprattutto nei primi giorni, incide molto su fisico, livello di attenzione e umore. Per questo motivo da qualche tempo scienziati e altri studiosi provenienti da tutta Europa sono concordi nel richiederne nuovamente l’abolizione.

Una proposta molto discussa, che grava in special modo sul grande risparmio in termini economici, di energia e di emissioni, permesso ogni anno dal ritorno dell’ora legale. Già, perché il cambio ora è una teoria avanzata proprio per questo scopo, per altro dalle origini molto antiche.

Fu infatti niente di meno che il grande patriota americano Benjamin Franklin nel lontano 1700 il primo a teorizzarne l’utilità, in un’epoca in cui la produzione industriale era ancora agli inizi. Franklin per primo comprese quanto un semplice spostamento di lancette fosse sufficiente a garantire un enorme risparmio energetico per le imprese del tempo, tra l’altro molto più impattanti rispetto ad oggi.

Ma quanto si risparmia con l’ora legale? L’ora legale fa male alla salute? È, soprattutto, è oggi utile come ieri?

A tutte queste domande risponderemo nei prossimi paragrafi.

Ora legale: il risparmio energetico esiste (ma è minore rispetto al passato)

Secondo i dati di Ternasocietà che gestisce il Servizio Elettrico Nazionale, dal 26 marzo al 29 ottobre 2017 con l’ora legale l’Italia ha risparmiato complessivamente 567 milioni di kilowatt ora. Un risparmio di 320mila tonnellate in meno di emissioni di CO2, che in termini economici si traduce in 110 milioni di euro rimaste nelle tasche di contribuenti e amministrazioni pubbliche.

Numeri di certo considerevoli, ma in netto calo rispetto al passato. Nonostante dal 2004, anno in cui ENEL cedette la gestione del Servizio Elettrico a Terna, il risparmio complessivo stimato per l’Italia sia stato di 1 miliardo e 435 milioni di euro, è necessario evidenziare come, negli ultimi anni, i dati abbiano registrato una certa caduta, dovuta essenzialmente ad uno specifico fattore: l’aria condizionata.

L’uso intensivo durante i mesi più caldi di aria condizionata e sistemi di refrigerazione nei Paesi Occidentali hanno determinato un drastico innalzamento dei consumi nel periodo di tempo in cui, in passato, si registrava invece un certo risparmio degli stessi.

Uno studio della Environmental Science & Technology condotto dal Dipartimento di Scienze dell’atmosfera dell’Università di Wisconsin-Madison ha infatti evidenziato come i giorni più caldi dell’anno coincidano immancabilmente con quelli a maggiori emissioni. Secondo lo studio, per ogni grado centigrado in più il tasso di emissioni nell’atmosfera aumentano del 3,5%. Un dato che merita particolare attenzione in quanto per “emissioni” si intende naturalmente gas inquinanti, in grado di nuocere all’ambiente e alla salute delle persone.

L’aria condizionata rappresenta però oggi un comfort irrinunciabile per molte persone, e per questa ragione lo stesso studio non riesce ad ipotizzare una risoluzione del problema in grado di accontentare tutti.

Ma se l’aumento dei consumi in estate pregiudica in questo modo l’efficacia di una pratica come quella del cambio dell’ora, è ancora utile continuare a praticarla?

Alcuni medici e studiosi credono di no, e spiegano perché.

L'ora legale fa male? C'è chi torna a chiederne l'abolizione

Quella di abolire l’ora legale è una proposta avanza da diversi eurodeputati del Parlamento Europeo, in fede a numerosi pareri medici e scientifici, secondo i quali il cambio d’ora avrebbe pesanti ripercussioni sul fisico.

Stress, stanchezza, irritabilità e sonnolenza i sintomi più comuni, che in individui predisposti a ipertensionedisturbi psicofisici o cardiovascolari potrebbero indurre effetti dannosi.

Tra i sostenitori italiani di questa tesi figura il dottor Luigi Ferini – Strambi, neurologo dell’Università di Milano, che afferma come, oltre alle problematiche appena descritte, il cambio dell’ora aumenti la produzione di cortisolo e la pressione sanguinea, esponendo soggetti predisposti a maggiore rischio infarto. Questo perché, tra le altre cose, il cambio dell’ora avviene a ridosso della Primavera, periodo molto intenso per il nostro fisico, impegnato a riassestarsi dopo i lunghi mesi invernali.

Com’è facilmente intuibile l’argomento è molto complesso, e necessita di studi approfonditi che molti dipartimenti accademici stanno ancora conducendo. Non è comunque da escludere che nei prossimi anni l’abolizione dell’ora legale diventi effettivamente una realtà.

Risparmio con l'ora legale: chi ci guadagna?

Per maggiore comprensione è doveroso riportare una recente dichiarazione di Simone Molteni, direttore di LifeGate. Secondo Molteni attualmente il risparmio economico dettato dall’ora legale riguarderebbe più i cittadini che le aziende. Queste ultime infatti, a causa dell’intensificazione dei consumi causate dalle moderne tecnologie, non riscontrerebbero particolari benefici dal cambio d’ora.

Un risparmio in bolletta quindi più utile agli utenti di utenze domestiche, che grazie all’ora legale hanno ancora la possibilità di minimizzare gli effetti di ciò che realmente incide sui consumi.

Al di là dell’aspetto meramente economico è però doveroso riflettere anche su nuove strategie da applicare per la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

Per cittadini e aziende un primo passo in questo senso è rappresentato dalla riconversione energetica, fruibile anche grazie a contributi per le imprese e finanziamenti pubblici.

Strategie utili a garantire minori emissioni, e quindi più salute e risparmio in bolletta.

In attesa di futuri sviluppi sul tema dell’ora legale in grado, si spera, di accontentare tutti, non ci resta che riposizionare le lancette e cercare, almeno per quest’anno di far fronte al cambio d’ora con un po’ di sano ottimismo.

Buona primavera, da Metamer!

Bufala aumento in bolletta per clienti morosi: quello che devi sapere

Ha fatto infuriare moltissimi italiani, e fatto guadagnare tantissimi click ai giornali che continuavano a spacciarla come vera. Parliamo, naturalmente, della bufala sull’ “aumento di 35 euro in bolletta per tutti gli italiani a causa dei furbetti che non pagano“, secondo cui l’Autorità per l’Energia e il Governo Italiano avrebbero recentemente siglato un accordo per sanare un consistente debito dovuto a clienti morosi, sulle spalle di tutti i cittadini.

Buonasera, mi è appena arrivato questo messaggio su WhatsApp: ❌ FATE GIRARE! ❌ Nelle bolletta-luce dal prossimo aprile, ci saranno VERAMENTE dalle 30 alle 35€ in più (fonte ALTROCONSUMO Associazione Consumatori) per coprire i milioni di euro accumulati dai morosi (gente che non paga) NON DOBBIAMO PAGARE IN ATTESA DI DECISIONI DEL T.A.R …Io non le pago (ho già tolto la domiciliazione bancaria e pagherò la somma CHE MI SPETTA con un bollettino postale scritto a mano con l’importo decurtato della cifra che non mi spetta come da contratto) MA FUNZIONERÀ SOLO SE LO FAREMO IN TANTI. mi sembra il caso di collaborare con chi sta organizzato questa civile e giusta protesta… Che ne dici? ????❌❌❌❌❌

Questo il messaggio WhatsApp divenuto virale, in una sorta di catena di Sant’Antonio che ha, giustamente, seminato il panico tra le persone.

Si tratta, naturalmente, di una falsa notizia, che la stessa Associazione AltroConsumo, citata nel messaggio, ha provveduto a smentire attraverso un comunicato online.

Il testo del finto messaggio diffuso tramite WhatsApp
Il testo del finto messaggio diffuso tramite WhatsApp

Il primo quotidiano a diffondere la notizia sembrerebbe essere stato ilSole24Ore, in un articolo pubblicato lo scorso 14 Febbraio, secondo cui l’ARERA, con il silenzio – assenso dei fornitori di energia, avrebbe messo a punto una strategia per fronteggiare un millantato, e non meglio specificato, fenomeno di “turismo energetico“, che vedrebbe molti utenti migrare da un fornitore all’altro lasciando insolute le fatture a proprio carico. Per sanare questo debito, l’Autorità avrebbe quindi disposto un aumento di 35 euro sulle bollette di tutti i contribuenti, a danno quindi anche dei pagatori abituali.

Turismo energetico: quali rischi per chi lo pratica

Iniziamo col dire che questa pratica, oltre che illegale, è del tutto impossibile. Non pagare i consumi energetici prevede in ogni caso il blocco della fornitura, indipendentemente dal gestore scelto. Passare ad un nuovo gestore non annulla automaticamente il debito con il precedente, e l’operazione risulta quindi dannosa per l’utente che, oltre a ritrovarsi senza fornitura energetica, va incontro a nuovi costi per la riapertura della stessa e a possibili citazioni legali. Non a caso, per i furbetti, esiste già uno specifico meccanismo di recupero crediti chiamato CMOR, o “Corrispettivo per Morosità“, che applica delle penali in aggiunta alla sospensione della fornitura.

Una vera e propria truffa, quindi, ai danni delle aziende italiane operanti nel libero mercato energetico e dei loro lavoratori, che sono gli unici a rimetterci.

Come specificato in un precedente articolo, gli aggiornamenti sul costo dell’energia sono sanciti dall’Autorità per l’Energia (detta, appunto, ARERA), un ente indipendente istituito in Italia sul finire degli anni ’90, e non dai distributori di energia.

Occorre inoltre fare chiarezza su un altro aspetto della vicenda. I distributori di energia come Metamer anticipano di tasca propria alla CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali) e alla GSE (Gestore Servizi Energetici) gli oneri di sistema a carico dei propri clienti, che verranno recuperati in un secondo momento proprio attraverso il saldo bolletta di questi ultimi.

Non pagare le bollette significa quindi di fatto creare un buco finanziario solo nelle casse del proprio gestore energetico. Per fare un esempio, sarebbe come se ti recassi dall’alimentari per fare la spesa, e non pagassi i prodotti che porti a casa. Il danno economico che ne deriverebbe sarebbe esclusivamente a carico del piccolo commerciante, costretto a chiudere a causa dei debiti con i suoi fornitori!

Aumento bollette: cosa c'è di vero

Il caso recentemente scoppiato fa riferimento a una delibera, la 50/2018 dello scorso 1° Febbraio, redatta per il risanamento di un ammanco finanziario del valore di 200 milioni di euro generato da ex società del mercato energeticocostrette a chiudere i battenti. Per il recupero di questi soldi, l’Autorità per l’Energia ha avanzato una proposta (attualmente non ancora autorizzata) che prevede un piccolo incremento sugli oneri di sistema previsti in bolletta.

Un piano che quindi prevederebbe, si, un potenziale aumento in bolletta, ma di pochi centesimi (si parla di appena 0,2 – per un totale di meno di 2 euro l’anno), non di 30€/35€, e comunque non prima della prossima estate.

Una proposta sulla quale si è comunque già espressa l’Associazione dei Consumatori, dichiarando che:

“Al di là degli importi e dell’entità dei ricarichi in bolletta, si spalma sui consumatori onesti parte dei debiti accumulati sulle bollette elettriche. Proprio in tal senso il Codacons sta preparando un ricorso al Tar della Lombardia, dove si impugnerà la delibera dell’Autorità per l’energia chiedendone l’annullamento nella parte in cui addebita all’intera collettività gli oneri di sistema non pagati.”

Per il momento quindi non resta che attendere l’esito del ricorso, evitando allarmismi e nuove bufale, utili solo a creare panico e disinformazione nei confronti di chi ogni giorno opera nel rispetto delle leggi, per offrire un servizio sempre migliore ai clienti che hanno scelto di dargli fiducia.